L’8 luglio 2025 la Commissione Europea ha presentato il Piano d’Azione per l’industria chimica europea, una comunicazione non vincolante che delinea le principali azioni per sostenere il settore e affrontarne le sfide. Tra i temi chiave, il capitolo 5 del documento dedica attenzione alla proposta di restrizione delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS).
La Commissione ha annunciato l’intenzione di sviluppare un regolamento restrittivo sui PFAS appena riceverà il parere dell’ECHA, con l’obiettivo di minimizzare le emissioni. Tuttavia, la previsione di completare il processo entro il 2026 appare ottimistica: le attuali stime indicano il 2028 come data più realistica.
Coerentemente con quanto anticipato in precedenti comunicazioni, l’Esecutivo prevede il divieto di PFAS in prodotti di consumo (cosmetici, imballaggi alimentari, abbigliamento outdoor), mentre ne consentirà l’uso per applicazioni industriali critiche — come sanità, difesa e semiconduttori — fino a quando non saranno disponibili alternative sicure. Tali deroghe saranno condizionate a requisiti di riduzione delle emissioni lungo tutto il ciclo di vita e incentivi all’innovazione.
Novità rilevante è l’integrazione del concetto di “uso essenziale” (EUC), che implica che i settori interessati dovranno dimostrare l’assenza di alternative e la rilevanza strategica della loro attività per la società. Questo approccio si affianca, ma differisce, da quello adottato dall’ECHA.
Infine, il piano prevede investimenti in ricerca, hub di innovazione europei, un sistema di monitoraggio centralizzato dei PFAS (Q4 2026), azioni di bonifica ambientale basate sul principio “chi inquina paga”, e il lancio di iniziative pubblico-private per sviluppare soluzioni tecniche di rilevamento e decontaminazione (Q2 2026).
