
Da REHVA e SHASE pubblichiamo:
Una nuova pubblicazione congiunta realizzata da REHVA (Federazione europea delle associazioni HVAC) e SHASE (Società giapponese degli ingegneri HVAC) analizza l’evoluzione delle prestazioni energetiche degli edifici in Europa e in Giappone, con un focus sulla transizione dagli NZEB (Nearly Zero Energy Buildings) agli ZEB (Zero Emission Buildings).
Il documento mette a confronto le definizioni, gli approcci normativi e le metodologie di calcolo adottati nei due contesti, evidenziando le convergenze – come l’impiego di indicatori energetici basati sull’energia primaria – ma anche le divergenze, in particolare nei metodi di calcolo e nell’uso di fonti rinnovabili. La revisione 2024 della Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) introduce nuovi standard ZEB che diventeranno obbligatori per gli edifici pubblici dal 2028 e per tutti i nuovi edifici dal 2030.
In Giappone, la classificazione ZEB si basa su un sistema articolato che valuta la riduzione dell’energia primaria, anche tramite fonti rinnovabili, con soglie differenziate tra edifici residenziali e non. Entrambe le regioni convergono su un futuro basato su calcoli più dettagliati (a intervalli orari o inferiori), sull’uso efficiente dell’energia generata in loco e sull’integrazione di energie rinnovabili off-site.
Il documento sottolinea l’importanza di armonizzare le metodologie di valutazione tra UE e Giappone, includendo anche nuovi criteri legati alla flessibilità della domanda, alla capacità di accumulo e alla riduzione dell’impatto sulla rete elettrica. Un passo rilevante verso edifici realmente decarbonizzati, efficienti e integrati nei sistemi energetici del futuro.
Il documento è disponibile di seguito: