Dichiarazione AREA sul commercio illegale di refrigeranti e sui tecnici non certificati

Logo di AREA con sfondo sfumato in rosso e blu, circondato da fiocchi di neve bianchi.

Da AREA pubblichiamo:
AREA sostiene pienamente gli obiettivi europei di neutralità climatica e la transizione verso refrigeranti a basso GWP prevista dal Regolamento F-Gas.

I tecnici e le imprese del settore RACHP svolgono un ruolo essenziale nella progettazione, installazione e manutenzione degli impianti, operando con neutralità tecnologica per garantire affidabilità, efficienza energetica e convenienza. Tuttavia, due fenomeni minacciano in modo crescente questa transizione: il commercio illegale di refrigeranti e il lavoro svolto da personale non certificato.

Commercio illegale di refrigeranti
Il mercato nero degli HFC continua a espandersi in Europa a causa delle restrizioni delle quote, delle differenze di prezzo con i Paesi extra-UE e, in alcuni Stati, della tassazione aggiuntiva. Le operazioni OLAF del 2024 hanno evidenziato la portata del problema. I refrigeranti illegali compromettono le politiche ambientali mantenendo alta la disponibilità di gas ad elevato GWP a basso costo, danneggiano la concorrenza e creano gravi rischi di sicurezza quando le bombole contengono miscele contraffatte o contaminate.
Per contrastare il fenomeno, AREA raccomanda la creazione di banche dati nazionali che traccino i movimenti dei refrigeranti, un rafforzamento dei controlli doganali, la piena applicazione del Regolamento F-gas, campagne di sensibilizzazione pubblica e un maggiore coinvolgimento delle associazioni di settore come partner istituzionali.

Lavoro non certificato
Il commercio illegale è strettamente legato agli interventi eseguiti da persone o imprese prive di certificazione. In molti Stati membri, la capacità ispettiva è limitata e ciò favorisce un fenomeno che genera concorrenza sleale — spesso con prezzi drasticamente inferiori — e porta a impianti inefficienti, insicuri e non conformi, rallentando la transizione energetica.
AREA propone di istituire registri pubblici nazionali degli operatori certificati, introdurre sanzioni più severe, potenziare i servizi ispettivi, sensibilizzare gli utenti finali sui rischi dell’affidarsi a personale non qualificato e prevedere incentivi fiscali per promuovere il lavoro conforme.

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AREA invita le istituzioni europee e gli Stati membri ad agire con urgenza. Con la crescente diffusione di tecnologie a basse emissioni per refrigerazione, condizionamento e pompe di calore, attività illegali e non qualificate non devono compromettere i progressi e la credibilità dell’intero settore.

Di seguito riportiamo la versione originale completa della dichiarazione:

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