USA: Refrigeranti a basso GWP e classificazione di sicurezza: il passaggio agli A2L dal 2026

Classificazione dei refrigeranti secondo ASHRAE 34 e ISO 817 con dettagli sulla infiammabilità e tossicità.

A partire dal 1° gennaio 2026, il quadro normativo internazionale impone un’accelerazione decisiva verso l’adozione di refrigeranti a basso GWP (Global Warming Potential). Il mandato introdotto dall’AIM Act statunitense, in linea con le traiettorie già avviate anche in Europa, vieta di fatto l’installazione di nuovi sistemi che utilizzino HFC ad alto GWP, come l’R-410A, segnando un punto di svolta per l’intero settore HVAC/R.

La transizione tecnologica in atto si concentra principalmente sui refrigeranti classificati A2L, tra cui R-32 e R-454B, che combinano un impatto climatico significativamente inferiore a buone prestazioni energetiche. Questi fluidi presentano una infiammabilità definita “lieve”, nettamente diversa da quella dei refrigeranti A3 (idrocarburi), e richiedono un approccio progettuale e installativo più strutturato, in particolare per quanto riguarda la gestione delle perdite e la sicurezza degli ambienti.

In questo contesto, la classificazione dei refrigeranti secondo gli standard ASHRAE 34 e ISO 817 assume un ruolo centrale. Come evidenziato nello schema di classificazione, i refrigeranti vengono suddivisi sulla base di due parametri fondamentali: tossicità (classe A o B) e infiammabilità (classi 1, 2, 2L e 3). I refrigeranti A2L si collocano nella fascia di bassa tossicità e bassa velocità di propagazione della fiamma, con un limite specifico (≤ 10 cm/s) che li distingue dagli A2 tradizionali e ne consente l’impiego in un numero crescente di applicazioni, purché nel rispetto delle norme tecniche.

Lo standard ASHRAE 34 non si limita alla classificazione di sicurezza, ma fornisce anche un sistema univoco di denominazione dei refrigeranti, assegnando codici di riferimento (come R-134a o R-32) che semplificano l’identificazione dei fluidi rispetto alle complesse denominazioni chimiche. Inoltre, definisce i limiti di concentrazione ammissibili negli ambienti, elemento chiave per la progettazione degli impianti e per la valutazione del rischio.

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L’adozione dei refrigeranti A2L comporta anche un rafforzamento degli obblighi operativi. Per i sistemi contenenti oltre 15 libbre di refrigerante, sono previsti requisiti più stringenti in materia di rilevamento e riparazione delle perdite, a conferma del fatto che la sostenibilità ambientale è ormai indissolubilmente legata alla competenza tecnica e alla qualità dell’installazione.

Il passaggio ai refrigeranti a basso GWP non rappresenta quindi una semplice sostituzione di fluido, ma una trasformazione sistemica che coinvolge progettazione, componentistica, formazione dei tecnici e aggiornamento normativo. Comprendere a fondo la classificazione ASHRAE 34 e le implicazioni dei refrigeranti A2L è oggi una condizione imprescindibile per operare nel settore HVAC/R in modo conforme, sicuro e orientato al futuro.

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