
Negli Stati Uniti, il CEO di una società HVAC con sede in Georgia si è dichiarato colpevole per l’importazione illegale di refrigeranti HFC in violazione dell’AIM Act e del Clean Air Act, due dei principali riferimenti normativi federali in materia ambientale.
Il procedimento riguarda William Randolph Hires, amministratore delegato della ormai cessata Extreme Residential, accusato di aver introdotto illegalmente nel mercato statunitense 500 bombole di HFC provenienti dal Perù nell’aprile 2022.
Secondo quanto emerso dagli atti, nei mesi successivi funzionari della US Environmental Protection Agency (EPA) avrebbero informato ripetutamente i dipendenti dell’azienda che l’importazione di tali refrigeranti non poteva avvenire in modo legittimo senza le necessarie quote autorizzative previste dalla normativa federale. In una comunicazione del luglio 2022 indirizzata a un dipendente, un funzionario EPA avrebbe chiarito che non è possibile importare HFC sfusi senza i relativi allowances di consumo.
Le stesse informazioni sarebbero state trasmesse più volte a Hires dal personale interno. In un episodio riportato dall’accusa, un dipendente avrebbe inoltrato al dirigente una mail dell’EPA nella quale veniva specificato che il gas indicato, R-410A, rientrava tra le sostanze regolamentate e che, in assenza delle autorizzazioni richieste, non poteva essere importato.
Nonostante gli avvertimenti ricevuti, Hires avrebbe comunque disposto di procedere con l’operazione. I documenti giudiziari citano inoltre alcune comunicazioni interne nelle quali il dirigente invitava i collaboratori a prestare attenzione ai contatti con le agenzie federali, ritenute potenzialmente in grado di bloccare la merce in dogana. In una successiva email avrebbe poi ordinato di caricare comunque i refrigeranti sulla nave e far partire la spedizione, indipendentemente dalle difficoltà operative. In un ulteriore messaggio, avrebbe chiesto espressamente di non contattare l’EPA.
Il caso conferma la crescente attenzione delle autorità statunitensi verso il controllo del commercio dei refrigeranti fluorurati, in un contesto internazionale segnato da phase-down, quote di mercato e contrasto alle importazioni irregolari.
La sentenza è prevista per il 17 giugno 2026.