Da: Planet A / DW, inchiesta video “Illegal cooling gases in Europe”
Il commercio illegale di gas refrigeranti è oggi uno dei fenomeni più critici e meno percepiti del settore HVAC/R. A riportarlo all’attenzione pubblica è un’inchiesta video pubblicata da Planet A (DW), secondo cui miliardi di euro di refrigeranti entrerebbero illegalmente in Europa per essere poi distribuiti senza adeguati controlli lungo tutta la filiera. Un traffico definito da alcuni investigatori “redditizio quanto la cocaina, ma meno sorvegliato”, capace di coniugare alti margini economici, scarsa tracciabilità e forte impatto ambientale. Da: Planet A / DW, inchiesta video “Illegal cooling gases in Europe”.
Al centro del fenomeno vi sono gli HFC (idrofluorocarburi), gas ampiamente utilizzati nella refrigerazione e nel condizionamento. Sebbene non danneggino lo strato di ozono come i vecchi CFC, molti HFC possiedono un Global Warming Potential estremamente elevato: alcune sostanze citate nell’inchiesta avrebbero un impatto climatico fino a 1.400 o addirittura 15.000 volte superiore alla CO₂, se disperse in atmosfera. Per questo motivo l’Unione europea ha introdotto un sistema di quote e un progressivo phase-down, con l’obiettivo del phase-out completo entro il 2050. Fonte: Planet A / DW; normativa F-Gas UE.
Secondo gli esperti intervistati, proprio la riduzione dell’offerta legale avrebbe favorito l’espansione del mercato parallelo. I prezzi dei refrigeranti sono aumentati sensibilmente negli ultimi anni, rendendo il traffico illecito particolarmente remunerativo. L’inchiesta cita stime secondo cui circa un quarto dei refrigeranti introdotti nel mercato europeo potrebbe provenire da canali irregolari. Fonte: Planet A / DW.
Le modalità operative descritte sono molteplici: importazioni senza licenza, documentazione falsificata, errata classificazione delle merci, uso improprio dei regimi di transito doganale, vendita online a soggetti non autorizzati e triangolazioni attraverso Paesi extra UE o aree considerate sensibili per i controlli. Nell’indagine vengono menzionati in particolare Turchia, Spagna ed Europa orientale come snodi ricorrenti del traffico. Fonte: Planet A / DW; Environmental Investigation Agency (EIA).
Un ulteriore rischio riguarda la qualità del prodotto immesso sul mercato. I refrigeranti provenienti da circuiti non ufficiali possono essere privi di etichettatura conforme, senza indicazioni sul produttore, sulle caratteristiche di sicurezza o sulla composizione reale. In alcuni casi, l’inchiesta richiama il pericolo di prodotti contraffatti o alterati, con possibili conseguenze su efficienza, affidabilità degli impianti e sicurezza degli operatori.
Le autorità europee hanno già avviato operazioni di contrasto. Il video ricorda, ad esempio, un’importante attività repressiva condotta in Spagna nel 2022 con sequestri per 110 tonnellate di refrigeranti e un valore stimato di 11 milioni di euro. Tuttavia, gli stessi investigatori sottolineano che senza maggiori risorse, formazione specifica per dogane e forze dell’ordine, e controlli più strutturati sui titolari di quota, il fenomeno rischia di proseguire. Fonte: Planet A / DW; autorità spagnole.
Per il settore HVAC/R il messaggio è chiaro: la transizione ambientale non dipende solo dalle regole, ma anche dalla loro applicazione concreta. Tracciabilità, legalità, formazione tecnica e responsabilità della filiera restano elementi decisivi per evitare che il mercato illecito comprometta gli obiettivi climatici e la concorrenza corretta.