Da www.eea.europa.eu:
L’Italia si conferma tra i principali Paesi europei per occupazione nel settore delle pompe di calore, ma mostra segnali più deboli sul fronte del fotovoltaico. È quanto emerge dal rapporto “Clean energy technologies in the European Union”, pubblicato il 9 settembre dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), dedicato all’impatto occupazionale delle tecnologie pulite nell’Unione Europea.
Lo studio prende in esame quattro filiere — eolico, fotovoltaico, pompe di calore e batterie — e stima in circa 951.000 gli occupati diretti nelle clean tech europee nel 2023, con una crescita media annua del 5,3% dal 2010 e un valore aggiunto lordo pari a 138 miliardi di euro.
A livello UE, l’eolico è il comparto con il maggior numero di addetti, 273.500, seguito dal fotovoltaico con 227.300, dalle pompe di calore con 80.100 e dalle batterie con 32.600, settore in forte espansione con un tasso di crescita annuo del 34,5%.
Nel quadro europeo, l’Italia risulta terza per numero di occupati nelle pompe di calore, dopo Portogallo e Spagna. Il Paese è inoltre primo beneficiario dei fondi di coesione destinati a competenze e occupazione nelle tecnologie pulite, con un’allocazione Step superiore a 500 milioni di euro, davanti alla Germania, ferma a 88 milioni.
Più complesso il quadro del fotovoltaico: l’Italia è l’unico tra i quattro maggiori mercati solari europei ad aver perso occupati nel periodo 2010-2023. Germania, Spagna, Italia e Polonia restano i principali Paesi per addetti nel solare, ma Roma mostra un andamento negativo, legato anche al rallentamento delle installazioni nel triennio 2023-2025.
Il rapporto segnala infine carenze di manodopera in 11 delle 15 professioni chiave individuate, confermando la necessità di investire in formazione e competenze.
QUI è disponibile l’articolo con il report completo.
