5 miliardi di dollari per la ricerca sui nuovi gas refrigeranti

Stephen Yurek, CEO AHRI, primo a destra durante i lavori del Convegno Europeo organizzato da Centro Studi Galileo e Nazioni Unite presso il Politecnico di Milano

Stephen Yurek, CEO AHRI, primo a destra durante i lavori del Convegno Europeo organizzato da Centro Studi Galileo e Nazioni Unite

5 miliardi di dollari, circa 3,9 miliardi di euro. Una cifra importante che, nella smania di paragoni, corrisponde alla manovra finanziaria della Repubblica Italiana nel 2015.

L’annuncio è di una vecchia conoscenza del nostro mondo scientifico, molte volte relatore ai Convegni Europei al Politecnico di Milano del Centro Studi Galileo, Stephen Yurek  CEO dell’ AHRI (Air Conditioning, Heating,  & Refrigeration Institute) influentissima associazione statunitense del settore, in una conferenza stampa patrocinata dal Consiglio sulla qualità ambientale della Casa Bianca.

Ai presenti, tra i quali il Segreterio di Stato all’Energia Ernest Moniz, l’Amministratore  della Environmental Protection Agency Gina McCarthy, e l’inviato Speciale del Dipartimento di Stato per i cambiamenti climatici Todd Stern, Stephen Yurek ha dichiarato:

“2 miliardi di dollari sono stati investiti dal 2009 per sviluppare apparecchiature ad alta efficienza energetica e per la svolta nell’utilizzo di refrigeranti a basso GWP e nei prossimo decennio altri 5 miliardi verranno spesi in ricerca e sviluppo e spese in conto capitale per sviluppare e commercializzare tecnologie a basso GWP.”

“Negli ultimi dieci anni, l’industria ha lavorato diligentemente per ridurre il possibile impatto sul clima della Terra dei refrigeranti utilizzati” – ha proseguito Yurek –

“l’AHRI e le sue aziende associate hanno lanciato il GWP Low – Refrigerant nel 2011, la cui prima fase si è conclusa nel 2013 e la seconda fase è attualmente in corso. L’intento del programma è la sperimentazione di diversi refrigeranti in diverse applicazioni. L’industria è impegnata a lavorare con la comunità internazionale nella transizione da refrigeranti ad alto GWP in un processo gestito e ordinato, e questa ricerca è una parte tangibile di questo impegno.”

Se, come riteniamo probabilissimo, si dovesse proseguire nella direzione annunciata, nei prossimi anni l’industria statunitense punterà quindi concretamente ad investire in innovazione e ricerca sui nuovi refrigeranti e attrezzature di nuova generazione non lasciando sola l’Europa nella battaglia condotta a favore di una produzione industriale sostenibile per l’ambiente, a basso consumo energetico e a livello tecnologico avanzato.

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