Esplosione di un veicolo: divieto temporaneo all’utilizzo dei refrigeranti idrocarburi

20140325_auto_esplodeL’Australia vuole vederci chiaro. Il casus belli è l’esplosione di un veicolo a Perth, Western Australia. L’impianto di climatizzazione dell’auto, a idrocarburi, è indicato come l’artefice del grave evento che ha portato al ferimento di due passeggeri.

Ora il governo dello Stato ha sospeso l’utilizzo di questi nuovi gas per approfondimenti e per varare nuove misure di sicurezza rivedute e migliorate.

Il rapporto, stilato dall’Ente preposto del Western Australia l’Energy Safety per conto del Worksafe WA, propone che il divieto resti in vigore fino al raggiungimento di standard ingegneristici soddisfacenti e alla disponibilità di nuovi componenti per impianti mobili e fissi.

Anche se i controlli sono incentrati sull’incidente automobilistico, ovvero su un impianto di condizionamento mobile il rapporto si estende anche agli impianti fissi. Particolarmente viene dichiarato dagli ispettori: “Gli impianti fissi soffrono degli stessi, se non peggiori, problemi di sicurezza quando vengono effettuate conversioni senza procedura corretta”.

“Il problema è che i refrigeranti idrocarburi causano pericolo per gli utilizzatori finali e per i lavoratori. E’ quindi necessario uno stop temporaneo alle attività.”

In particolare la relazione punta il dito sulla fretta con la quale gli idrocarburi sono entrati nell’industria australiana senza un’adeguata preparazione in merito estendendo la critica anche alle azioni di marketing che le aziende produttrici promuovono in tal senso, che, a giudizio della commissione sorvolano eccessivamente sui rischi di infiammabilità.

Il rapporto indica una serie di raccomandazioni utilizzate nel settore petrolchimico, che andranno estese anche nelle industria di refrigerazione e condizionamento e raccomanda che venga studiato a fondo l’adattamento dei sistemi esistenti con il refrigerante infiammabile.

Sicuramente quanto viene rilevato dalla Commissione del governo del West Australia è vero, i pericoli sono reali ed è corretto assumere le giuste precauzioni per la tutela dei lavoratori  e degli utilizzatori finali. Questo deve però essere un incentivo alla ricerca e allo sviluppo e non  porre per nessuna ragione un freno alla grande rivoluzione dei refrigeranti che ci porterà nell’immediato futuro a mantenere gli standard raggiunti senza nuocere gravemente alla salute del pianeta.

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