Gas fluorurati: controlli e sanzioni. L’appello di Angaisa

imagesParte dall’Angaisa, l’Associazione che riunisce le imprese di distribuzione del settore idrotermosanitario l’analisi delle regole in vigore, per i venditori di prodotti contenenti F-Gas.
Con il documento “Adempimenti e oneri posti a carico dei distributori idrotermosanitari, Modalità applicative, sanzioni e controlli“, Angaisa offre ampi chiarimenti su una visione differente da quella degli installatori di impianti, con gli occhi di chi commercia prodotti contenenti F-GAS.
Le rilevazioni poste da ANGAISA sono molteplici, alcune delle quali riguardo il periodo di vacatio sino al 2020 dove si dovranno adottare in toto gas naturali. A tal proposito per Angaisa occorre intervenire a livello ministeriale “tempestivamente per completare un quadro normativo che presenta ancora alcune zone d’ombra e che può quindi causare comportamenti non omogenei all’interno del mercato da parte dei diversi operatori”.  
“Permangono – dicono dall’associazione – dubbi in merito ad alcune modalità applicative del regolamento, in particolare per quanto concerne la cessione di apparecchiature non ermeticamente sigillate contenenti F-gas ad imprese non certificate e a privati”.
Per quanto riguarda le sanzioni chiosano “In base all’articolo 25.1 del regolamento n° 517 gli Stati membri emanano norme sulle sanzioni da applicare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutti i provvedimenti necessari per garantire l’applicazione di tali norme. Le sanzioni emanate dovranno essere efficaci, proporzionate e dissuasive”. Sanzioni al giorno d’oggi assenti in Italia. “E’ fondamentale che l’Italia dia al più presto attuazione a quanto previsto, onde evitare che il comportamento scorretto di pochi possa favorire un vero e proprio circolo vizioso”.
“Analogamente – dicono dall’associazione – si dovranno individuare in termini chiari e inequivocabili gli organi di controllo ai quali verranno demandate le verifiche, da cui conseguiranno le relative sanzioni, definendone le tipologie, in relazione ai diversi oneri posti a carico dei singoli operatori (produttori, distributori, installatori)”.
Il contenuto riportato nell’articolo è stato oggetto di una lettera formulata da ANGASIA all’indirizzo del Governo. L’Associazione “sottoporrà queste prime osservazioni ai ministeri competenti per sollecitare l’adozione di ulteriori misure attuative, nonché l’emanazione di una circolare che possa chiarire gli aspetti ancora controversi continuando a mettere a disposizione delle aziende associate e dell’intero settore le indicazioni e le linee-guida più idonee per tutelare le imprese e aiutarle a rendersi adempienti rispetto a quanto previsto dalla nuova disciplina introdotta dal Regolamento n.° 517/2014”.

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