La dipendenza statunitense dall’aria condizionata e la maggiore consapevolezza ambientale europea

certificazione-energeticaLe temperature medie di molti stati americani non sono diverse da quelle della vecchia Europa. Tuttavia pur non trovandosi in condizioni di estremo disagio al riguardo del clima, gli statunitensi non potrebbero pensare di fare a meno dell’aria condizionata. Molti cittadini europei, al contrario, la considerano un benefit al quale si può fare tranquillamente rinunciare.
Per un’analisi corretta della situazione occorre avere chiaro in mente che non tutte le situazioni nei due continenti sono uguali. La differenza di clima che insiste tra il Nebraska e il New Mexico, come del resto quella tra Danimarca e Grecia non permette di disegnare un quadro preciso e di avere contezza di dove finisca la necessità e inizi il vizio.
Certo è che quando un europeo visita gli Stati Uniti, a qualunque latitudine si trovi, prova forte imbarazzo nel percepire la temperatura glaciale presente all’interno dei mezzi di trasporto, degli Hotel e degli esercizi pubblici in genere. Viceversa gli statunitensi che giungono nella vecchia Europa rimangono stupiti di come si possa convivere con temperature più vicine alla realtà.
Molti si sono interrogati nel corso degli anni sul forte legame tra lo statunitense e il climatizzatore definito dal docente Gwyn Prins dell’università di Cambridge come “un’epidemia pervasiva e inconsapevole”.
Anche l’EPA ha avuto modo di analizzare il fenomeno e con tono preoccupato ha divulgato i risultati delle ricerche che hanno visto aumentare l’esigenza di aria condizionata ogni anno nell’ultimo decennio.
Sicuramente la diffusione degli impianti di aria condizionata è sinonimo di benessere per una Nazione, ma, non è necessariamente una cosa positiva particolarmente se utilizzata senza freni. Anche l’aria condizionata fa si che gli States siano una delle nazioni più energivore al mondo e mentre un utilizzo sensato del climatizzatore è provato porti benefici alla salute (soprattutto per anziani, cardiopatici…) l’uso smodato può portare danni alla salute a causa degli eccessivi sbalzi di temperatura.
Le aree più popolate infatti si trovano negli stati del sud dove la temperatura esterna, nella stagione calda, raggiunge picchi notevoli.
La differenza nell’utilizzo dei sistemi caldo/freddo non risiede però esclusivamente nelle diversità climatiche tra vecchio e nuovo continente.
Secondo studi dell’Università del Michigan infatti negli Stati Uniti la temperatura media in luoghi chiusi viene impostata attorno ai 21°, considerata dagli europei troppo bassa.
Tale consuetudine viene inoltre mantenuta tutto l’anno mentre in Europa l’usanza è alzare la gradazione in estate e abbassarla nei periodi rigidi.
Ciò influisce anche sull’abbigliamento. Difficilmente troverete uno yankee che indossa un maglione. Anche d’inverno sono preferiti abiti estivi.
Un altro fattore importante sull’utilizzo dell’aria condizionata è la maggiore consapevolezza ambientale che accompagna la vita dell’Europeo moderno. I problemi legati al cambiamento climatico sono più sentiti in Europa che infatti è stata guida in quelle azioni che, se adottate in larga scala sui 5 continenti, porteranno alla salvezza del Pianeta.
In Europa si è arrivati addirittura alla consapevolezza di investire maggiori risorse economiche per avere apparecchi non “più funzionali” ma “più ecologici”. Negli Stati Uniti questo concetto fa ancora fatica ad affermarsi.
Di fronte a dati certi sui benefici dell’aria condizionata quali il miglioramento dei cicli del sonno, l’aumento dell’efficienza lavorativa, la riduzione del tasso di mortalità ci si domanda come gli Europei possono farne a meno.
Innanzitutto le nuove normative comunitarie prevedono la costruzione di edifici efficienti dal punto di vista energetico e climatico. Le nuove tecnologie, quali pompe di calore e geotermia, possono aiutare a raffreddare e raffrescare consumando meno. Questo in abbinata ad una buona coimbentazione aiuta a preservare in contemporanea ambiente e benefici del freddo/caldo.
Al contrario la progettazione statunitense ruota attorno all’esigenza di “freddo” espressa dagli utenti e vede nei luoghi di lavoro rinunciare a balconi, portici e alla riduzione dell’altezza dei piani. Tutto ciò è provato faccia aumentare i livelli di stress.
Il sovrautilizzo dell’aria condizionata causa inoltre problemi al governo statunitense nei tavoli internazionali dove si discute di sviluppo sostenibile.
Se altre nazioni, rispettivamente la Cina, India, Indonesia e Brasile (le prime cinque al mondo esclusi gli USA) dovessero consumare in aria condizionata quanto questi ultimi sarebbe necessario il 100 per cento dell’energia prodotta in quei paesi più tutta quella creata da Messico, Regno Unito, Italia, Germania e l’intero continente africano.
Guardando al Sud del mondo per esempio in India notiamo come solo il 7% delle abitazioni possieda l’aria condizionata.
Se la stessa richiesta di aria condizionata degli Stati Uniti provenisse dal resto del mondo quindi la produzione di energia elettrica dovrebbe essere dieci volte quella attuale. La Terra non potrebbe reggere.
Forse anche per l’ex prima potenza mondiale è tempo di cambiare abitudini.

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