Grande successo per il XVII Convegno Europeo patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e organizzato dalle Agenzie ONU FAO e UNEP, dall’Istituto Internazionale del Freddo di Parigi, dal Centro Studi Galileo e dall’Associazione dei Tecnici Italiani del Freddo.

panoramica

Panoramica della sala De Donato del Politecnico di Milano che tradizionalmente ospita il Convegno Europeo, giunto alla XVII Edizione

Posizioni chiare su phase down HFC e sul rispetto degli accordi di Parigi sul clima. In Sala i presidenti delle maggiori associazioni industriali del freddo mondiali e rappresentanti delle Nazioni Unite.
“Abbiamo discusso appassionatamente, riunendo tutte le maggiori Organizzazioni mondiali del settore. Hanno partecipato al XVII Convegno Europeo 250 esperti, rappresentanti di 30 nazioni da 4 continenti, uniti dalla volontà di garantire negli anni a venire una spinta innovatrice in ambito tecnologico, che consenta al settore HVACR di creare posti di lavoro, di produrre e costruire rispettando l’ambiente, permettendo al consumatore finale di non rinunciare agli straordinari benefici della refrigerazione e del condizionamento” con queste parole il CEO Centro Studi Galileo e VicePresidente AREA Marco Buoni ha concluso i lavori del XVII Convegno Europeo presso il Politecnico di Milano.
Fanno eco all’intervento di Buoni le parole di Jim Curlin, rappresentante dell’Agenzia per l’Ambiente delle Nazioni Unite, che ha puntato sul Protocollo di Montreal “Esempio virtuoso di collaborazione a livello planetario che ha portato all’approvazione dello storico emendamento di Kigali che sancisce la definitiva abolizione delle sostanze clima riscaldanti”. Un passo importante per l’industria del freddo che va accompagnato da una formazione costante; i nuovi gas naturali sono infatti leggermente infiammabili e se maneggiati senza cura possono rivelarsi letali per Tecnici e utilizzatori finali.
Anche il Direttore dell’Istituto Internazionale della Refrigerazione, Didier Coulomb, ha partecipato alle orazioni conclusive del Convegno auspicando il prosieguo della tradizione trentennale dei Convegni Europei “Momenti insostituibili di incontro, confronto e approfondimento”.
Rilevante l’intervento di Arno Kashl, Commissione Europea, che ha fornito alcune rassicurazioni all’uditorio. In primis che il phase down in Europa sta funzionando e la Commissione europea si aspettava un maggiore aumento di prezzo mentre le aziende di refrigeranti comunicano che il prezzo è aumentato del 20% al mese e ci si aspetta per l’R404 il 100% di maggiorazione in luglio.

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Tabella della Commissione Europea sulle emissioni F-Gas 1990 – 2015

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Tabella della Commissione Europea sull’aumento del prezzo dei refrigeranti 2014 – 2016

Infine uno sguardo oltreoceano, dove, le associazioni di settore ASHRAE e AHRI, dichiarano congiuntamente “Gli americani confermano il loro impegno a partecipare al cambiamento nonostante le posizioni di Trump sull’accordo di Parigi sul clima”.  Secondo Stephen Yurek, presidente AHRI, principale associazione dei costruttori americana, molto impegnata a livello globale “I protocolli sui cambiamenti climatici e di Montreal sono separati, per cui le dichiarazioni del Presidente sull’accordo di Parigi non valgono per quanto già svolto e avviato per ottemperare all’eliminazione dei gas HFC negli impianti di refrigerazione e condizionamento. Le aziende del freddo vanno avanti”.
Nel corso del convegno, come sopra accennato, si è assistito ad un dibattito di altissimo livello scientifico non privo di sorprese e di discussioni “accese” particolarmente circa i nuovi gas refrigeranti (con posizioni di lunga mediazione tra produttori e istituzioni) e relativamente alle politiche sul Clima, dopo l’annuncio dell’inquilino della Casa Bianca Donald Trump di voler disattendere l’accordo sul clima di Parigi, operazione controversa che la stampa internazionale ha immediatamente ribattezzato come CLEXIT.
Argomento centrale quindi le regolamentazioni in ambito F-Gas e le opportunità legate ai nuovi gas refrigeranti eco – friendly che sostituiranno gradualmente i gas tradizionali clima riscaldanti.
La proposta fa seguito proprio all’accordo raggiunto lo scorso ottobre a Kigali, in Ruanda, dove le 197 Parti del Protocollo di Montreal hanno concordato di limitare gradualmente la produzione e l’uso di HFC, potentissimi gas ad effetto serra.
L’Unione Europea, insieme ad Australia e Giappone, forti sostenitori di queste politiche ambientali hanno già iniziato questa fase.
C’è incertezza sugli Stati Uniti che, prima delle dichiarazioni pro Clexit di Trump, avrebbero dovuto iniziare a limitare l’uso di HFC con un taglio netto del 10% dal 2019.
La Cina, le Nazioni dell’America Latina e le isole della Micronesia ne bloccheranno l’uso dal 2024.
Altri paesi in via di sviluppo, in particolare l’India, il Pakistan, l’Iran, l’Iraq e gli Stati del Golfo non ne congeleranno l’uso fino al 2028 e la Cina, il più grande produttore al mondo di HFC, darà il via all’applicazione della riforma nel 2029 (quando ne ridurrà l’uso del 10%).
Perché l’emendamento sia effettivo occorre la ratifica di almeno 20 Parti quindi la ratifica da parte dei soli paesi europei lo farebbe entrare in vigore.
Il surriscaldamento globale è un problema che coinvolge tutti gli abitanti della terra e gli sforzi europei non sono sufficienti ad evitare che diventi irreversibile.

SESSIONI

La Prima sessione è stata dedicata ai refrigeranti naturali maggiormente richiesti: idrocarburi, ammoniaca, CO2 e, in alternativa, gli HFO, nuovissimi refrigeranti sintetici che andranno a sostituire quelli attuali quasi senza modifiche sugli impianti, pur presentando una leggera infiammabilità.
Come detto tutte queste sostanze necessitano di un’approfondita conoscenza e formazione da parte di ogni operatore per la progettazione e dovranno essere utilizzate con particolare attenzione, a causa della loro più o meno alta infiammabilità e tossicità ad alte pressioni di utilizzo, dai Tecnici del Freddo e dagli utilizzatori finali. Nella prima fase del Convegno si è inoltre dibattuto sulla necessità di efficientamento energetico delle apparecchiature.
Nella Seconda sessione del convegno particolare rilievo è stato dato ai nuovi componenti e impianti in relazione ai nuovi fluidi, alle problematiche energetiche e ambientali e ai risultati nel campo dell’impiantistica.
La Terza sessione ha introdotto le certificazioni su standard europeo per tutte le nazioni mondiali, unico metodo per controllare le sostanze attualmente presenti negli impianti e ridurre l’emissione nelle nuove installazioni. Di particolare rilievo inoltre l’aspetto della sicurezza nell’uso delle sostanze infiammabili A3 (HC) o leggermente infiammabili A2L (HFO, R32).
La Quarta sessione  è stata incentrata sulle nuove tecnologie di controllo, sulla catena del freddo per l’immagazzinamento, trasporto e conservazione degli alimenti. Quasi il 25% del cibo mondiale non raggiunge le tavole dei consumatori finali a causa di una non efficiente o completamente mancante catena del freddo che permetterebbe di conservare, preservare, refrigerare o congelare gli alimenti. Il freddo è il tallone di Achille delle economie emergenti, dove il cibo raccolto: frutta, verdure, pesce, carne e latte va perduto perché non esistono magazzini frigoriferi o trasporti refrigerati. L’assenza della catena del freddo porta ad una perdita del 40% della frutta e verdura in India e nell’Africa Sub-Sahariana. Il nostro settore è chiamato in causa in prima persona. Grazie alla refrigerazione, possiamo combattere carestie e malnutrizione.
La Quinta sessione, tenuta in cooperazione con l’Università di Genova, ha trattato di raffreddamento con energie rinnovabili, pompe di calore, refrigerazione solare, raffreddamento con impianti ad assorbimento, raffreddamento evaporativo, teleriscaldamento e, grande novità, refrigerazione magnetica un campo che riserverà in futuro soddisfazioni importanti al settore.

PRESIDENTI

presidentiHanno presieduto i lavori del XVII Convegno Europeo: Jim Curlin, United Nations OzonAction- UNEP; Arno Kaschl,  Commissione Europea Action Clima; Didier CoulombeAlberto Cavallini, International Institute of Refrigeration (IIR); Walid Chakroun, American Society Heating Refrigeration and Air conditioning Engineers (ASHRAE); Ennio Macchi e Giovanni Lozza, Politecnico di Milano; Luca Tagliafico, Università di Genova; Stephen Yurek Presidente Air-conditioning, Heating and Refrigeration Institute (AHRI); Andrea Voigt Direttore, European Partnership for Energy and the Environment (E.P.E.E.); Marco Buoni Air conditioning and Refrigeration European Association (AREA); Gerald Cavalier Direttore,CEMAFROID; Fabio Polonara, Università Politecnica delle Marche; Claude Blanc e Regis Leportier, ASERCOM; Hermann Halozan, Graz University of Technology, Austria; Franziska Menten, United Nations Industrial Development Organisation – UNIDO; Djibril Drame, FAO Food and Agricolture Organization.

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