L’industria italiana della refrigerazione industriale protagonista dell’innovazione in Sud America

Italia-Argentina

Il Technical Meeting di approfondimento sull’Emendamento di Kigali a Buenos Aires, con le Nazioni Unite e i due ministeri italiano e argentino dell’Ambiente

Le Nazioni Unite e i Ministeri italiano ed argentino dell’ambiente organizzano con Centro Studi Galileo e 10 produttori europei, una grande presentazione per approfondire le tecnologie disponibili, necessarie per raggiungere gli obiettivi dell’emendamento di Kigali.
Una grande opportunità per le aziende italiane del Freddo, settore nel quale l’Italia è numero 1 in Europa, di affermarsi come punto di riferimento in tutta l’America latina, offrendo opportunità per il mercato nazionale e per le imprese locali.
Due le conferenze organizzate, nelle città di Buenos Aires e Rosario, il 4 e il 6 dicembre 2017. L’Argentina si sta dirigendo verso un futuro sostenibile, concentrandosi su uno dei temi di maggiore attualità: la riduzione delle sostanze con un elevato potenziale di riscaldamento globale. L’attenzione a questo argomento è cresciuta notevolmente a causa dell’emendamento di Kigali ai sensi del Protocollo di Montreal, che per l’Argentina inizierà tra 11 anni.

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Approfondimento tecnico delle nuove tecnologie del Freddo, secondo le indicazioni del Protocollo di Montreal, durante il Convegno di Rosario

L’Argentina continua a utilizzare ampiamente R22 come refrigerante nella refrigerazione commerciale! Nel 2016, l’utilizzo di R22 ammontava a 6000 tonnellate, mentre il totale degli HFC a  2000 tonnellate.
“Vorremmo passare direttamente ai refrigeranti alternativi senza passare attraverso gli HFC”, ha affermato Laura Beròn, coordinatrice dell’Ufficio Ozone per il Ministero dell’Ambiente.
“Abbiamo già 11 supermercati con refrigeranti alternativi in ​​questo paese”, afferma Francesco Mastrapasqua di EPTA, che lavora con i sistemi a emissioni critiche di CO2; potrebbero essere un esempio importante per la rete ampiamente estesa dei supermercati nel paese, che è per lo più condensata nelle tre province di Buenos Aires, Cordoba e Mendoza.
I migliori 10 produttori italiani di refrigerazione sono stati chiamati a presentare le loro innovazioni e attività di ricerca dal Centro Studi Galileo, che a sua volta ha ricevuto l’incarico dal Ministero dell’Ambiente argentino e italiano come parte di una cooperazione internazionale. Tra i principali produttori figurano Alfa Laval, Carel, Chemours, Dorin, Epta, Embraco, LUVE e utenti finali come Inres Coop.
CSG ha annunciato che il sistema di formazione e certificazione europeo formalizzato verrà emulato in Argentina, grazie all’esperienza dell’Associazione europea AREA e al progetto UE “Real Alternatives 4 Life”. Le sessioni di formazione inizieranno nel 2018.
Il ministero argentino ha anche annunciato diverse sessioni di certificazione nell’ambito dei progetti UNIDO, ha dichiarato Marta Comte, per preparare i tecnici ai nuovi refrigeranti alternativi a basso GWP. Coop ha annunciato che a causa della riduzione graduale di Fgas, tutte le installazioni future nei suoi supermercati saranno realizzate utilizzando refrigeranti alternativi: CO2 o nuovi sintetici a seconda dell’offerta e dei requisiti tecnici. La previsione è che circa il 50% delle nuove installazioni sarà su CO2  a cascata.
Un forte dibattito è emerso alla conferenza, quando sono state evidenziate le differenze tra i refrigeranti infiammabili e leggermente infiammabili: l’infiammabile sarà largamente utilizzato in piccole installazioni nella refrigerazione commerciale mentre i refrigeranti A2L, dopo il cambiamento e la modernizzazione secondo gli attuali standard, saranno utilizzati in una gamma più ampia di applicazioni.
La preoccupazione principale rimane l’infiammabilità dei refrigeranti A2L; a tal proposito Alberto Cavallini, presidente onorario dell’International Institute of Refrigeration IIR, ha ironicamente affermato che “Usain Bolt  percorre 10 metri al secondo, 100 volte più veloce della propagazione della fiamma dei refrigeranti A2L”.
“La formazione e la certificazione dei tecnici è l’unica direzione da prendere per garantire un futuro sicuro per i sistemi e per i Tecnici del Freddo”, afferma Marco Buoni, Vicepresidente di AREA, Associazione Europea dei Tecnici del Freddo con 22 nazioni aderenti e 125mila Tecnici iscritti.
Tra il pubblico erano presenti anche i principali attori della rete di distribuzione alimentare, come Walmart, Carrefour e La Anonima, oltre a una vasta gamma di industrie locali e installatori.

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