Centro Studi Galileo con la FAO per la catena del freddo nelle Nazioni in via di sviluppo

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Piccola flotta di pescherecci artigianali in africa occidentale

Da decenni il Centro Studi Galileo collabora con i maggiori enti ed istituzioni internazionali. Per quanto riguarda i benefici che la refrigerazione può portare nelle Nazioni in via di sviluppo e per la lotta alla crisi alimentare l’interlocutore principe è la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.
Presso il quartier generale di Roma ha avuto luogo un incontro incentrato proprio sul progresso della catena del freddo nel terzo e quarto mondo con la partecipazione di esponenti di Università ed organismi pubblici e privati, tra cui anche il Centro Studi Galileo.
Per il CSG è intervenuto l’ing. Marcello Collantin, competente di design e training per il condizionamento, le energie rinnovabili e la refrigerazione. La tre giorni ha permesso di analizzare la situazione corrente della catena del freddo nei Paesi dell’Africa, sia in termini di tecnologia che di necessità e bisogni della popolazione. Particolare interesse è stato riservato a: latte, pesce, carne, frutta e verdura, alimenti deperibili e di largo consumo. È infatti sentito il bisogno di identificare le azioni chiave da intraprendere per il progresso e l’espansione del settore, così da essere di supporto anche allo sviluppo dell’economia locale.

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Mercato locale di frutta e verdura in Africa. Da notare un infrastruttura di copertura moderna e la totale assenza di apparecchi di conservazione tramite la catena del freddo

Gli esperti presenti hanno contribuito con una personale della situazione corrente, anche grazie a studi ed analisi dei dati ottenuti dalle ricerche condotte negli anni precedenti. Sono emerse alcune esigenze, tra cui l’accesso ad alimentazione elettrica più potente nei centri di raccolta, la presenza di recipienti adeguati isolati termicamente sul sito di prima raccolta, così come macchine del ghiaccio alimentate da fonti ad energia rinnovabile; da non dimenticare, poi, la diffusione della consapevolezza e della competenza tra gli operatori, che devono essere correttamente istruiti non solo sull’utilizzo dei macchinari e le tecniche di raffreddamento e conservazione, ma anche sulle norme igienico-sanitarie e di sicurezza.
Si è concluso di concerto che sia necessario promuovere associazioni e cooperative locali, che si supportino vicendevolmente nell’acquisto delle attrezzature necessarie e nello svolgimento delle attività quotidiane, a partire dalla coltura degli ortaggi e dalla pesca, fino alla conservazione e al trasporto nei luoghi di consegna. Tutti gli esperti ed i rappresentanti delle maggiori associazioni sono consapevoli che sia necessario far raggiungere una dimensione critica ai centri di raccolta, affinché siano autosufficienti ed economici, quindi competitivi sul mercato. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale che si investa nella realizzazione di una rete infrastrutturale di supporto, (strade ed edifici) nonché nell’acquisto di macchinari efficienti e nuovi mezzi di trasporto refrigerati. Gli operatori andranno accompagnati in questo processo di miglioramento, ed incoraggiati ad accogliere e rispettare le norme, sia legislative che sanitarie.
Sono ancora molte le barriere da abbattere prima di raggiungere lo stato ottimale di sviluppo della catena del freddo nei Paesi africani; il problema più grande identificato al momento è lo spreco di quasi la metà di quanto viene raccolto, in quanto il processo che intercorre tra la coltura e il consumo viene penalizzato da mancanza di competenza, dall’utilizzo di tecnologie non appropriate e macchinari vetusti. L’incontro di Roma ha posto le giuste basi per l’analisi di opportunità e minacce, suggerendo le azioni da compiere nel breve e nel lungo termine per assicurare uno sviluppo sostenibile del settore, includendo anche una policy ambientale.
Il Centro Studi Galileo, a fianco delle istituzioni leader nel mondo si impegna a favorire lo sviluppo del settore in tutti i Paesi, con la speranza di incidere positivamente anche sulla riduzione della povertà, della malnutrizione tendendo ad una crescita economica sostenibile e duratura.

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