Le Associazioni di settore si uniscono per segnalare alla Commissione Europea problematiche sugli apparecchi precaricati

unnamedLe Associazioni di settore APPLiA / AREA / ASERCOM / BWP / EHI / EHPA / EPEE / EUROVENT / FETA / FGL / KFCH hanno indirizzato una missiva alla Commissione Europea sottolineando come l’attuale interpretazione di alcune disposizioni sull’esportazione nel regolamento UE sui gas fluorurati (UE 517/2014) e nel relativo regolamento di esecuzione (UE 1191/2014) abbiano un impatto negativo sulla competitività dei produttori dell’UE e ostacolino l’esportazione di tecnologie innovative.
La questione assume ancora maggiore importanza alla luce degli attuali sviluppi del mercato degli HFC, a causa della phase down, che provoca aumenti di prezzi e scarsa disponibilità di gas fluorurati.
Tutte le associazioni industriali firmatarie hanno sostenuto fin dall’inizio la phase down HFC dell’UE e hanno costantemente lavorato per garantirne il successo. Il progetto EPEE Gapometer mostra che la fase di riduzione graduale è ambiziosa ma fattibile. Tuttavia, sottolineano, la phase down sta danneggiando i mercati.
L’articolo 15 del regolamento (UE 517/2014), nella sua interpretazione e applicazione da parte della DG CLIMA, richiede l’utilizzo di HFC per le esportazioni di apparecchiature prodotte nell’UE e pre-riempite con HFC (le cosiddette apparecchiature “precaricate”) ricada nel conto delle quote.
Da un punto di vista legale, due pareri mostrano che le attrezzature “precaricate” non dovrebbero essere incluse nel sistema delle quote, così come lo sono ora, secondo l’art. 15.2 (c) del Regolamento stesso.
Dal punto di vista ambientale, la differenza sarebbe praticamente nulla perchè le apparecchiature precaricate rappresentano l’1% del totale.
Dal punto di vista della competitività, applicando correttamente il sistema delle quote al “precaricato” le esportazioni di attrezzature aiuterebbero a livellare parzialmente il divario tra le aziende manifatturiere dentro e fuori l’UE. Le aziende che producono nell’UE devono far fronte all’uso di nuovi refrigeranti e componenti, mentre i concorrenti al di fuori dell’UE no. L’applicazione corretta del sistema delle quote contribuirebbe a sostenere le società con sede nell’UE facilitando la produzione e l’esportazione di prodotti ad alto contenuto tecnologico.

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