Crisi ACC, niente prestiti dalle banche: liquidità quasi finita, a rischio 300 posti di lavoro

In mancanza di un supporto economico concreto ai progetti presentati, la liquidità dell’azienda potrebbe esaurirsi già a settembre: un solo istituto di credito si è detto disponibile a partecipare, a dispetto della vantaggiose condizioni proposte.

Un piano industriale e validato dal Ministero, e una garanzia statale del 100% sul prestito: gli elementi per attirare gli istituti di credito privati c’erano tutti, ed è questo a far destare maggior stupore e disappunto per l’inspiegabile disinteresse mostrato dalle banche nell’operazione di salvataggio dell’azienda italo-cinese.

Ad oggi constatiamo un’assenza di disponibilità concreta al supporto finanziario, da parte del sistema bancario, all’amministrazione straordinaria di Italia Wanbao ACC, nonostante la presenza di appositi – quanto esclusivi – strumenti di garanzia statali. Come istituzioni ci stiamo spendendo, con ogni strumento utile e disponibile, al fine di rilanciare il sito produttivo di Borgo Valbelluna e tutelare 300 lavoratori. Questo lavoro, oggi, rischia di essere incomprensibilmente vanificato“: così si è espressa Elena Donazzan, Assessore al Lavoro della Regione Veneto, che ha poi proseguito: “Ritengo doveroso convocare un tavolo di confronto per martedì 8 settembre con tutte le principali parti economiche e sociali regionali interessate dalla vicenda. L’obiettivo è quello di approfondire l’approccio del sistema bancario in situazioni di questo genere. Sconcerta e preoccupa constatare che 50 giorni di interlocuzioni con gli istituti di credito non abbiano portato ad un risultato concreto – continua l’assessore -. Il sistema finanziario dovrebbe rappresentare una leva per far fronte a periodi di crisi economico-industriali, soprattutto se stiamo parlando di un’azienda con queste caratteristiche, inserita nella filiera nazionale e internazionale dell’elettrodomestico, strategica per il Nord Est e per l’intero Paese. Questa situazione mi lascia veramente basita e va affrontata con urgenza“.

Lo scarso interesse degli istituti di Credito è l’ultimo capitolo di una lunga serie di problematiche che hanno complicato il percorso iniziato per salvaguardare l’azienda, che grazie al grande lavoro del Commissario, Maurizio Castro, sembrava avere tutte le carte in regola per un rilancio ambizioso, ma l’odierna battuta di arresto rischia di compromettere pesantemente il lavoro svolto fino a oggi.

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