CAREL: Positivo il primo trimestre

Francesco Nalini

Da CAREL riceviamo e pubblichiamo:
Il Consiglio di Amministrazione di CAREL Industries ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2020, con ricavi consolidati pari a Euro 248 milioni, in linea con il medesimo periodo del 2019 (+0,1%, +1,2% a cambi costanti) e in forte crescita rispetto ai primi sei mesi di quest’anno.

Fiancial Highlights

  • Ricavi consolidati pari a Euro 248,0 milioni, +0,1% rispetto ai primi nove mesi del 2019 (+1,2% a cambi costanti)
  • EBITDA consolidato pari a Euro 48,5 milioni (19,6% dei ricavi d’esercizio), -2,2%, rispetto ai primi nove mesi del 2019;
  • Risultato netto consolidato pari a Euro 26,2 milioni, -7,2% rispetto ai primi nove mesi del 2019;
  • Posizione finanziaria netta consolidata negativa pari a Euro 49,4 milioni, rispetto a 62,1 milioni di Euro al 31 dicembre 2019.

Dichiarazione dell’Amministratore Delegato

Francesco Nalini, Amministratore Delegato del Gruppo, ha dichiarato: “I risultati sono motivo di particolare soddisfazione per il Gruppo perché raggiunti in un contesto decisamente complicato come quello che si è delineato nel corso del 2020. I ricavi, infatti, passano in territorio positivo nonostante la chiusura temporanea, nei mesi di febbraio e aprile, di due dei nostri impianti più importanti, quello italiano e quello cinese, rappresentanti circa il 60% dell’intera capacità produttiva. Ciò dimostra ancora una volta l’abilità di Carel nello sfruttare al meglio le proprie caratteristiche tecnologiche, logistiche e strategiche e nel cogliere importanti opportunità anche in scenari poco favorevoli. Tale performance si è riflessa positivamente sulla profittabilità, intesa come rapporto tra EBITDA e Ricavi, che si attesta a 19,6% superando sia il livello raggiunto alla fine del 2019 sia quello del primo semestre di quest’anno. Questo grazie anche alle iniziative di contenimento dei costi operativi implementate a partire da marzo e che hanno dispiegato i loro effetti principalmente negli ultimi due trimestri. Le performance economiche hanno impattato positivamente sulla dinamica finanziaria del Gruppo: l’indebitamento finanziario netto, infatti, è calato di circa 13 milioni di euro, un decremento del 20% rispetto al livello registrato a dicembre 2019. Come sempre accade per Carel, un traguardo non è mai un punto d’arrivo ma un punto di partenza e sarà così anche in questo caso; il Gruppo sta infatti proseguendo col massimo impegno nell’implementazione delle linee guida strategiche al fine di consolidare ulteriormente il proprio sviluppo nel solco dell’innovazione e della sostenibilità ambientale.”

Ricavi

I ricavi consolidati ammontano a Euro 248,0 milioni, rispetto agli Euro 247,7 milioni al 30 settembre 2019, in sostanziale stabilità, quindi, rispetto allo stesso periodo del 2019 (+1,2% a cambi costanti). Tale stabilità assume una connotazione particolarmente positiva alla luce della diffusione della pandemia legata al virus COVID-19, che ha causato un temporaneo lock-down dell’impianto cinese di Suzhou e dell’Hub produttivo di Brugine in provincia di Padova, determinando la creazione di un significativo back-log (smaltito comunque nei mesi di giugno e luglio).

I risultati positivi ottenuti in termini di ricavi derivano sia dalle particolari caratteristiche di flessibilità del portafoglio impianti di CAREL (una parte rilevante delle piattaforme di prodotti CAREL possono essere assemblate contemporaneamente in almeno due stabilimenti) sia dalla naturale resilienza del Gruppo, fondata su una forte diversificazione in termini geografici e di mercati serviti. A ciò si aggiunge la capacità di cogliere significative opportunità in scenari estremamente volatili grazie anche ad un’imponente forza vendita costituita da più di 400 risorse in tutto il mondo, costantemente formate e vicino alle esigenze dei Clienti. Per quanto riguarda l’effetto dei cambi, quest’ultimo ha inciso negativamente per circa Euro 3 milioni.  

L’area geografica che riveste maggior peso per il Gruppo, l’EMEA (Europa, Medio-Oriente, Africa), da cui deriva circa il 72% dei ricavi, si è riportata in territorio positivo, registrando performance in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2019 nonostante la sopraccennata chiusura prima totale e poi parziale dell’hub produttivo italiano. I fenomeni sottesi a tale performance, a cui ha contribuito in maniera significativa il terzo trimestre dell’anno, sono legati ad una conferma e in alcuni casi accelerazione dei trend già manifestatisi nell’ultima parte del secondo trimestre del 2020: principalmente un forte incremento della presenza di CAREL nell’Europa orientale che ha controbilanciato una contrazione della domanda in alcune applicazioni industriali e nel settore “HORECA”.

L’APAC (Asia-Pacific), che rappresenta circa il 14% dei ricavi del Gruppo, riporta una contrazione pari al 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2019, in costante recupero, tuttavia, rispetto al dato registrato nella prima parte di quest’anno (-17,5% nel primo trimestre e -7,5% nel primo semestre). Ciò deriva principalmente da uno scenario favorevole in Cina in cui si sono distinti alcuni settori come quello dei data center e dell’”indoor air quality”.

Il Nord America, che rappresenta circa il 12% dei ricavi del Gruppo, segna una contrazione dei ricavi pari al 9,0%, in leggero miglioramento tuttavia rispetto a quanto registrato nella prima parte dell’anno. Il calo è dovuto a un fisiologico consolidamento dopo il forte incremento registrato nel 2019 (+20%) a cui si somma il peggioramento della situazione macro-economica legata alla pandemia con particolare riferimento al settore del food-service. Infine, il Sud America (che rappresenta circa il 2% del totale del volume d’affari del Gruppo) al netto degli effetti negativi derivanti dal cambio valutario, riporta una crescita pari al 4,0% principalmente a seguito delle performance positive registrate in Brasile che hanno controbilanciato i risultati negativi nelle altre regioni dell’area geografica di riferimento e dovuti all’intensificarsi dell’epidemia COVID-19.

Per quanto riguarda le singole aree di business, al netto dell’effetto valutario, entrambe fanno registrare performance positive e in crescita sia rispetto al primo semestre dell’anno sia rispetto ai primi nove mesi del 2019. La Refrigerazione segna una crescita pari all’1,5% (3,4% a cambi costanti): l’incremento della quota di mercato nel settore “Food retail” (supermercati/ipermercati/convenience store) ha infatti più che controbilanciato l’andamento del settore “Food service” che continua ad essere negativo. L’HVAC ha recuperato il gap registrato nel primo semestre e riporta ricavi sostanzialmente in linea con il i primi nove mesi del 2019 (-0,3% a cambi correnti, +0,5% a cambi costanti). Tale risultato ha beneficiato anzitutto del completo recupero del back-log accumulato durante il lock-down dell’hub produttivo italiano a cui si aggiunge il trend positivo registrato nel segmento “pompe di calore ad alta efficienza” (principalmente nel Nord-Europa), nel segmento dei “Data-Center” e nel segmento ospedaliero (quest’ultimo in particolare nell’Europa orientale e in Cina). Tali elementi hanno controbilanciato l’andamento negativo di alcuni settori industriali (es. Automotive).

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