Nuovi DPCM, altro brutto colpo per ristorazione e accoglienza: il commento delle associazioni di categoria, da ANIMA a EFCEM

La filiera HO.RE.CA è stata tra le più colpite in assoluto dalla pandemia e dalle misure di contenimento adottate dal Governo: dopo il lockdown della scorsa primavera, le misure dello scorso 24 ottobre segnano un nuovo duro colpo al settore.

La chiusura alle ore 18 di bar, alberghi e ristoranti, prevista dal DPCM in vigore dallo scorso lunedì 26 ottobre, ha ulteriormente aggravato la situazione per tutta la filiera dell’Ho.Re.Ca, composta non solo dagli esercizi che ricevono gli utenti, ma anche dall’articolata e diffusa rete di produttori che forniscono le tecnologie e le attrezzature che rendono l’Italia un’eccellenza mondiale nell’accoglienza“: si legge questo nel comunicato stampa diffuso da ANIMA – Confindustria Meccanica Varia ed EFCEM Italia – Associazione Produttori Attrezzature per Ristorazione e Ospitalità.

«La tutela della salute viene, ovviamente, prima di tutto. Ma ricordiamoci che gli esercenti hanno già dovuto fare importanti investimenti, durante il primo lockdown, per potere riaprire in sicurezza» dichiara Andrea Salati Chiodini, presidente di Assofoodtec:. «Quando si chiudono bar, ristoranti e alberghi, bisogna ricordarsi che dietro di loro c’è un’intera filiera che rischia di chiudere».

Considerando i settori rappresentati da Anima ConfindustriaAqua Italia, Assofoodtec e Fiac – e da APPLiA Italia Confindustria con EFCEM Italia, le decisioni del Governo causeranno una perdita di fatturato di circa 900 milioni di euro per la durata della chiusura di 30 giorni prevista dagli ultimi DPCM.

Per il Presidente di Fiac, Antonio Bertoli «La situazione attuale si è ulteriormente aggravata a causa degli ultimi Dpcm, che oltre ad affossare il settore Ho.Re.Ca hanno creato un grave danno al settore soprattutto per la vendita al dettaglio».

Nel corso dell’anno, il settore Ho.Re.Ca – rappresentato da Anima e EFCEM Italia – ha già subìto un lockdown da tre mesi. Anche se il DPCM non subisse prolungamenti, il settore avrà comunque accumulato danni per oltre 3.500 milioni, il 40% del fatturato, mettendo a rischio oltre 10.200 posti di lavoro.

Secondo Lauro Prati, Presidente di Aqua Italia, «Aqua Italia, che al suo interno raccoglie i più importanti produttori di soluzioni per il trattamento dell’acqua per le macchine da caffè e per il vending, esprime grande preoccupazione poiché si prevede una contrazione di fatturato del 30% per i sistemi di trattamento legati alle macchine del caffè e del 50% per le vending machine».

«Comprendo le recenti scelte del governo a tutela della sanità pubblica – afferma Andrea Rossi Presidente EFCEM Italiail nostro settore si è trovato a reagire, con la forza che lo ha sempre contraddistinto, ad un’ondata di crisi senza precedenti storici. La filiera della ristorazione e ospitalità è tra le più colpite, ma ci tengo a precisare che la tutela della salute e il mantenimento attivo delle attività produttive e di ristorazione sono obiettivi che possono essere perseguiti contemporaneamente. Siamo disponibili a collaborare da subito con il Governo e tutti gli organi preposti affinché i prossimi mesi siano costruttivi per un settore che ha sempre contribuito ad accrescere il valore del made in Italy e ha rappresentato storicamente un punto fermo dell’Industria manifatturiera italiana.».

L’auspicio è che le istituzioni aprano un canale di dialogo per individuare insieme le migliori misure per tutelare la sostenibilità delle imprese e migliaia di posti di lavoro: 4.000 aziende e 58.000 dipendenti vedranno nuove perdite per circa 1 miliardo di euro. Nel 2020, al sistema distributivo nel canale HORECA verranno a mancare 8 miliardi di euro, il 50% del fatturato. “Dietro alle saracinesche chiuse di bar e ristoranti ci siamo anche noi -ha detto Maurizio Danese, presidente di GH Grossisti Horeca, e il Governo non potrà non tenerne conto nei piani di ristoro che sta redigendo. Chiediamo aiuti concreti e immediati”.

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