RePowerEU: AREA evidenzia i punti chiave per il Freddo

La Commissione Europea ha presentato il REPowerEU Plan, per far fronte all’emergenza energetica causata dall’invasione Russa dell’Ucraina, con l’obiettivo di mettere fine alla dipendenza europea dal gas e dai carburanti fossili russi: AREA ha realizzato una guida ai punti chiave che riguardano il settore RACHP.

L’obiettivo verrà raggiunto concentrandosi sul risparmio energetico, sulla diversificazione dell’approvvigionamento energetico e sull’introduzione accelerata delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle abitazioni, nell’industria e nella produzione di energia

Di seguito puoi trovare una sintesi dei punti principali introdotti nel piano della Commissione relativi al settore RACHP, il pacchetto legislativo “Fit for 55” e in particolare le pompe di calore e le caldaie a combustibili fossili.

  1. RePowerEU communication:

Obiettivo per le pompe di calore: raddoppiare l’attuale tasso di adozione delle pompe di calore nei prossimi 5 anni, per implementare 10 milioni di pompe di calore aggiuntive. A ciò dovrebbe corrispondere un rapido aumento della produzione delle attrezzature necessarie, anche, se necessario, attraverso un accesso facilitato ai finanziamenti. La Commissione europea ha annunciato la volontà di sostenere questi sforzi e l’introduzione di una catena di approvvigionamento delle pompe di calore più forte, attraverso:

  • Primo trimestre 2023: Revisione dei requisiti esistenti per la progettazione ecocompatibile e l’etichettatura energetica per le pompe di calore.
  • Sostenere gli sforzi degli Stati membri affinché mettano in comune le proprie risorse pubbliche attraverso progetti di comune interesse europeo (IPCEI) incentrati sulla catena del valore delle pompe di calore.
  • Incoraggiare le parti interessate nella produzione di energia rinnovabile (incluse le pompe di calore) a stabilire un partenariato per le competenze su larga scala nell’ambito del Pact for Skills.
  1. Modifiche alle Direttive Energie Rinnovabili, Prestazione Energetica degli Edifici ed Efficienza Energetica:

In aggiunta al pacchetto di proposte “Fit for 55”, la Commissione propone i seguenti emendamenti a:

  • Direttiva sull’efficienza energetica (EED): un aumento dal 9% al 13% dell’obiettivo vincolante di efficienza energetica.
  • Direttiva sulle energie rinnovabili (RED II): un aumento dell’obiettivo sulle energie rinnovabili al 45% dall’attuale 40%.
  • tutti i nuovi edifici pubblici e commerciali entro il 2027;
  • tutti gli edifici pubblici e commerciali esistenti entro il 2028;
  • tutti i nuovi edifici residenziali entro il 2030.
  1. EU Save Energy Communication:

La Commissione europea invita inoltre il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE a introdurre le seguenti disposizioni:

  • EED:
    • Rendere più ambiziosi gli obblighi nazionali di risparmio energetico.
    • Introdurre obblighi per garantire che nei settori chiave l’efficienza energetica sia aumentata, i sussidi per le tecnologie dei combustibili fossili siano interrotti, le tecnologie per le energie rinnovabili siano costantemente promosse e le tecnologie e le attrezzature per il risparmio energetico siano rapidamente sviluppate.
  • EPBD:
    • Introdurre ulteriori Standard Minimi di Prestazione Energetica (MEPS) per gli edifici potenziando le ristrutturazioni, compresi i sistemi di riscaldamento (e raffrescamento), definendo un percorso per la riqualificazione degli edifici con le prestazioni peggiori nella certificazione energetica dalla “classe G” fino alla “classe D”.
    • Eliminare gradualmente le sovvenzioni degli Stati membri per le caldaie a combustibili fossili negli edifici almeno a partire dal 2025.
    • Introduzione di standard edilizi a emissioni zero prima del 2030.
    • Inasprire i requisiti del sistema di riscaldamento nazionale per gli edifici esistenti che affrontano importanti ristrutturazioni e sostituzioni di caldaie. Ciò funzionerebbe di pari passo con la definizione di limiti più severi per la progettazione ecocompatibile per i sistemi di riscaldamento a livello dell’UE, il che implica il 2029 come data finale per le caldaie a combustibili fossili “autonome”.
    • Introdurre divieti nazionali per le caldaie a combustibili fossili negli edifici esistenti e di nuova costruzione, stabilendo requisiti per i generatori di calore in base alle emissioni di gas serra o al tipo di combustibile utilizzato.

Gli Stati membri sono inoltre incoraggiati a utilizzare misure fiscali per incoraggiare il risparmio energetico, come aliquote IVA ridotte su sistemi di riscaldamento ad alta efficienza energetica, isolamento degli edifici, elettrodomestici e prodotti.

  1. Finanziamenti
  • All’interno dell’Allegato allo RepowerEU Plan, la Commissione Europea prevede ulteriori investimenti (tanto a livello di UE quanto dei singoli Stati membri) di 56 miliardi di euro per raggiungere gli obiettivi per le pompe di calore e l’efficienza energetica nel settore dell’edilizia residenziale.
  • La Commissione creerà una nuova finestra nel Fondo per l’Innovazione atta a sostenere la produzione innovativa di tecnologie pulite, comprese le pompe di calore.

La Commissione propone una modifica al Recovery and Resilience Facility:

  • La Commissione propone di aumentare la dotazione finanziaria RRF con 20 miliardi di euro in sovvenzioni dalla vendita di quote del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE e 7,5 miliardi di euro dalla politica agricola comune
  • L’obbligo per gli Stati membri di modificare i propri RRP per presentare anche un capitolo dedicato a REPowerEU, che delinei misure e azioni volte a raggiungere gli obiettivi di REPowerEU (ad esempio l’introduzione delle pompe di calore).

Tutti i documenti prodotti dalla Commissione sono consultabili qui.

Questo articolo è offerto da Centro Studi Galileo, il più autorevole Centro Formativo in Europa, considerato uno dei primi nel mondo, per l’attività di formazione (Corsi) e informazione (Convegno Europeo) nei settori della refrigerazione e del condizionamento.
Fondato nel 1975 ha formato circa 60mila Tecnici e da sempre collabora con realtà internazionali, sviluppando partnership di altissimo livello con le Nazioni Unite, l’Istituto Internazionale del Freddo e la Commissione Europea. Le Nazioni Unite hanno scelto Centro Studi Galileo per la formazione dei Tecnici nei paesi in via di sviluppo.
È Editore di Industria&Formazione, la prima rivista italiana del settore.
Dal Centro Studi Galileo, recependo le direttive europee e nazionali, nascono il Patentino Europeo Frigoristi e il Patentino Italiano Frigoristi, Certificazioni che hanno permesso ai Tecnici italiani del Freddo di battere la concorrenza a basso costo e dare piena dignità ad una Professione che meritava da tempo di essere riconosciuta offrendo una Patente ai Tecnici che operano con capacità tecniche, senza rischi e a impatto zero. Per info scrivere a corsi@centrogalileo.it 

Rispondi