ISPRA, tutti i dati sulle emissioni di gas serra di refrigerazione e condizionamento

Nel corso del Convegno “Dalla F-Gas ai Refrigeranti Alternativi: impatto su impianti nuovi ed esistenti”, organizzato e coordinato dal Centro Studi Galileo nel corso della 42° edizione di Mostra Convegno Expocomfort, Federica Moricci, Tecnologa di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ha presentato un relazione, scritta a quattro mani con Barbara Gonella, relativa all’inventario delle emissioni dei Gas Serra utilizzati nella refrigerazione e condizionamento, realizzato dall’istituto su incarico del Ministero italiano della Transizione Ecologica (MiTE) con cadenza annuale nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, prendendo moltissimi dati e informazioni dal registro online presente in Italia: la Banca dati F-Gas.

Già a inizio anno, ISPRA aveva parlato dei dati e delle informazioni raccolte con i numeri degli impianti censiti, dei refrigeranti aggiunti e recuperati, e degli interventi, senza dimenticare ricerche perdite, ispezioni periodiche e  operatori e tecnici coinvolti,  (Fonte: Ecocerved, gestore di bancadati-fgas.it)

L’Inventario include la stima delle emissioni di gas fluorurati (F-gas) SF6, NF3e PFC e HFC, a partire dal 1990 per diversi settori di utilizzo. L’ultimo aggiornamento (Inventario 2022) fornisce la serie storica delle emissioni dei gas fluorurati dal 1990 al 2020.

Nella maggior parte dei grafici non si tiene conto delle sostanze refrigeranti utilizzate prima, cioè  HCFC e CFC come R22, R502 etc… ,  in quanto non interessate dallo studio.

Le emissioni sono passate dalle 0,4 Mt CO2 eq. del 1990 alle 15,9 del 2020, con un balzo dallo 0,08% del totale al 4% attuale. Nel 2020, refrigerazione e condizionamento d’aria rappresentano il 75,6 % delle emissioni totali in CO2 eq degli HFC, a fronte del 7,4% della sola refrigerazione nel 1994. C’è stato un aumento del peso di refrigerazione e condizionamento rispetto ai primi anni ’90, dovuto in parte alla velocità di transizione verso refrigeranti alternativi a basso o nullo potere climalterante in altri settori, come l’automotive, dove l’R1234yf ora è lo standard.

Sono stati realizzati alcuni grafici esplicativi del fenomeno, che permettono di osservare in modo semplice e chiaro l’attuale evoluzione della situazione:


Refrigerazione

Periodo 2016-2020:

– 51% consumi
– 9% emissioni in esercizio
– 15%    emissioni totali

Nella refrigerazione, come si vede, i consumi seguono la diminuzione conseguente al phase down imposto dalla regolamentazione europea, mentre le emissioni sono influenzate dallo storico del parco macchine installato negli anni passati.

Per quanto concerne la Refrigerazione Commerciale e industriale le stime sono state effettuate a partire dai consumi, mentre per quella domestica a partire dal numero di apparecchiature vendute e prodotte.

Gas stimati: R-404A, R-507A, R-134a, HFC-23, R-448A, R-449A, R-452A (quest’ultimi sono una novità dell’inventario 2022, inseriti a partire dal 2015 in sostituzione del R404A). Dati da Associazioni di costruttori ed esperti del settore.  Tengono conto dei progressi tecnologici nella produzione delle apparecchiature e delle buone pratiche adottate nel tempo che hanno prodotto una riduzione dei tassi di perdita
Condizionamento

Le stime delle emissioni sono basate su:

• Numero di apparecchiature vendute per tipo e classe di potenza (1995-2020) (ASSOCLIMA)
• Numero di apparecchiature prodotte per tipo e classe di potenza (1995-2020) (ASSOCLIMA)

HFC stimati: R-410A, HFC-134a , R-407C, R-32 dal 2016, percentuale crescente in sostituzione dell’R410A per mono e multisplit.

Novità Inventario 2022 rispetto al 2021

• Introduzione delle macchine ibride (caldaia + pompa di calore)

• Riduzione della carica media delle macchine a R-32 del 20% rispetto alla carica a R-410A

• Introduzione di chiller condensati ad aria con capacità < 50kW a R-32

Le emissioni in esercizio dipendono dalla quantità accumulata e dal fattore di emissione in esercizio.
Tassi di perdita in esercizio per tipo di apparecchiatura.
Calo dei fattori di emissioni in esercizio dal 2007.
Emissioni in fabbrica: dipendono dalla quantità di gas nelle apparecchiature prodotte e dal fattore di emissione in fabbrica.

I due grafici, relativi rispettivamente a refrigerazione e condizionamento, hanno tuttavia bisogno di qualche dato extra per essere interpretati nel modo corretto.

Per quanto riguarda la refrigerazione, è importante notare come la riduzione dei consumi sia più rapida di quella delle emissioni effettive. Negli ultimi anni i tassi di leakage sono fortemente calati rispetto al passato, grazie a Tecnici più preparati e a elevati miglioramenti tecnologici.

In ambito condizionamento, invece, le stime sono partite da una formula matematica, Emissioni totali = Em. in fabbrica + Em. in esercizio + Em. a fine vita + Em. dai containers (trasporto). Le Emissioni in esercizio dipendono dalla quantità accumulata e dal fattore di emissione in esercizio, mentre le Emissioni in fabbrica dipendono dalla quantità di gas nelle apparecchiature prodotte, nonché dal fattore di emissione in fabbrica. Inoltre, non vanno trascurate le Emissioni da Containers.

Banca Dati F-Gas

Sono emersi dati interessanti anche per quanto concerne la banca dati F-Gas, soprattutto confrontando i dati del 2020 con quelli del 2021. Parlando di apparecchiature vendute, si evidenzia in modo particolare il drastico calo del gas R-404A nelle apparecchiature vendute, e la stessa sorte è toccata anche a R-507A ed R-23. Ragionando sul gas aggiunto (principalmente gas vergine), emerge invece come 8 refrigeranti rappresentino il 90% circa della quantità totale aggiunta, tanto nel 2020 che nel 2021, mentre R-448A e R-404A rappresentano circa il 53% della quantità aggiunta totale nel 2020 e il 50 % nel 2021.

La scelta di sfruttare principalmente gas vergine risulta dominante anche parlando di condizionamento dell’aria e pompe di calore, settori nei quali questa tipologia supera sempre il 95% del totale impiegato.

Se andiamo con lo sguardo alle previsioni per il 2030, o addirittura al 2050, ISPRA invita ad accelerare con forza i processi di transizione in corso, e a investire con forza sui refrigeranti naturali e su quelli a bassissimo GWP, un processo fondamentale per preservare tanto il clima quanto gli interessi dell’industria.

Quantità di gas aggiunta in Refrigerazione
Quantità di gas rigenerata in Refrigerazione

8 refrigeranti rappresentano il 90% circa della quantità totale aggiunta sia nel 2020 che nel 2021 R-448A e R-404A rappresentano circa il 53% della quantità aggiunta totale nel 2020 e il 50 % nel 2021.

A inizio articolo è possibile consultare la presentazione completa dell’analisi, presentata ufficialmente a MCE 2022 nel corso del Convegno organizzato da Centro Studi Galileo. Inoltre, l’argomento è stato trattato anche nel corso della recente intervista a Federica Moricci di ISPRA.

Questo articolo è offerto da Centro Studi Galileo, il più autorevole Centro Formativo in Europa, considerato uno dei primi nel mondo, per l’attività di formazione (Corsi) e informazione (Convegno Europeo) nei settori della refrigerazione e del condizionamento.
Fondato nel 1975 ha formato circa 60mila Tecnici e da sempre collabora con realtà internazionali, sviluppando partnership di altissimo livello con le Nazioni Unite, l’Istituto Internazionale del Freddo e la Commissione Europea. Le Nazioni Unite hanno scelto Centro Studi Galileo per la formazione dei Tecnici nei paesi in via di sviluppo.
È Editore di Industria&Formazione, la prima rivista italiana del settore.
Dal Centro Studi Galileo, recependo le direttive europee e nazionali, nascono il Patentino Europeo Frigoristi e il Patentino Italiano Frigoristi, Certificazioni che hanno permesso ai Tecnici italiani del Freddo di battere la concorrenza a basso costo e dare piena dignità ad una Professione che meritava da tempo di essere riconosciuta offrendo una Patente ai Tecnici che operano con capacità tecniche, senza rischi e a impatto zero. Per info scrivere a corsi@centrogalileo.it 

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