Nuovi refrigeranti – U3ARC, lettera aperta a chi vende tecnologie pericolose in Africa

Da U-3ARC riceviamo e pubblichiamo:
In qualità di U-3ARC (Unione delle Associazioni Africane degli Attori della Refrigerazione e del Condizionamento dell’Aria), attraverso questa Lettera Aperta, ci rivolgiamo solennemente ai Produttori, ai Fabbricanti di Apparecchiature e ad altri Fornitori e Commercianti di Tecnologie pericolose nel campo della Refrigerazione e del Condizionamento dell’Aria, in particolare con l’utilizzo di refrigeranti infiammabili.

Signore e signori,

Considerando il Protocollo di Montreal e l’Emendamento di Kigali, il Regolamento Europeo sui Gas Fluorurati del 16 aprile 2014, per quanto riguarda la Norma NF EN 378 Versione II e la Norma UNI – EN 13313, vista la situazione delle tasse di importazione in Africa, visti i vari rapporti internazionali sul cambiamento climatico e il coinvolgimento dell’Africa in questo fenomeno globale, U-3ARC dichiara che l’introduzione di refrigeranti e tecnologie infiammabili in Africa è inappropriata, fino a quando i tecnici locali non saranno tutti adeguatamente formati. Questa formazione preliminare deve essere accompagnata da una vasta campagna di sensibilizzazione degli utenti finali su queste tecnologie, che possono causare disastri per l’uomo in termini di incendi, anche se sono benefiche per l’ambiente. La protezione dell’ambiente ha senso solo se l’essere umano, che ne è al centro, ne beneficia.

Per noi è indispensabile che gli esseri umani sia al sicuro da esplosioni dovute a gas infiammabili. I rischi sono enormi, tanto per la natura di questi nuovi refrigeranti, certamente graditi per preservare lo strato di ozono, quanto per un nuovo approccio diametralmente opposto a quello dei refrigeranti di un tempo che, va ricordato, non erano infiammabili. Con questa nuova tecnologia, attenzione alle perdite! In queste situazioni, un gesto banale, come illuminare una stanza o la cucina, accendere una sigaretta o rispondere al telefono… può diventare fatale. Purtroppo ci sono già stati segnalati incidenti qua e là!

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Questa è l’occasione per esprimere con fermezza il rifiuto dell’Africa di fare da “cavia” per una tecnologia, finora testata solo qui, in assenza di sessioni di formazione, senza ritardi e con il supporto di questi stessi progettisti e di altri OEM. Il rischio zero non esiste, ma insieme possiamo, considerando tutto quanto sopra, contribuire a mitigare i danni.

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