L’Agenzia europea per le sostanze chimiche sostiene una restrizione UE sui “forever chemicals”

Edificio moderno con facciata in metallo arrugginito, caratterizzato da spigoli e finestre su diversi livelli. Sullo sfondo si vedono gru e costruzioni in corso.

Da eia-international.org:
L’European Chemicals Agency (ECHA) ha pubblicato i propri pareri tecnici a sostegno di una restrizione estesa a livello europeo sulle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), note anche come forever chemicals, includendo nel perimetro della proposta anche i gas fluorurati.

I documenti, attesi da tempo dal settore industriale e regolatorio, sono stati elaborati dal Comitato per la Valutazione dei Rischi (RAC) e dal Comitato per l’Analisi Socioeconomica (SEAC) nell’ambito della proposta di restrizione universale dei PFAS nell’Unione europea.

La proposta, presentata nel 2023 da Germania, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Danimarca, mira a limitare produzione, immissione sul mercato e utilizzo dei PFAS. Durante la consultazione iniziale, ECHA ha ricevuto oltre 5.600 osservazioni, a conferma dell’elevato interesse e dell’impatto potenziale del dossier. Dopo la pubblicazione, nel giugno 2025, di un documento tecnico aggiornato di 290 pagine, l’Agenzia ha ora diffuso le conclusioni dei propri comitati scientifici.

I pareri di RAC e SEAC

Nel parere finale del RAC si afferma che i PFAS rappresentano un rischio per la salute umana e per l’ambiente. Entrambi i comitati concordano inoltre sul fatto che una restrizione di gruppo, applicata a livello UE, costituisca lo strumento più appropriato per affrontare tale rischio.

Il parere preliminare del SEAC conclude invece che, con alcune deroghe temporanee e mirate, la restrizione sarebbe attuabile, gestibile e applicabile. Su questo documento è stata aperta una nuova consultazione pubblica con scadenza il 25 maggio.

Il focus sui gas fluorurati

Uno degli aspetti più rilevanti per il settore HVAC/R riguarda il trattamento dei gas fluorurati, spesso indicati come F-gas. Nonostante le richieste dell’industria fluorochimica di considerare tali sostanze separatamente, entrambi i comitati ritengono che una restrizione PFAS comprensiva degli F-gas rappresenti la misura più adeguata.

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Secondo il RAC, le emissioni complessive di gas fluorurati ammonterebbero a circa 40.000 tonnellate annue, provenienti soprattutto da climatizzazione fissa, pompe di calore, refrigerazione commerciale e agenti espandenti per schiume. A queste si aggiungerebbero quasi 20.000 tonnellate annue legate alle applicazioni nel trasporto, oltre alle emissioni derivanti dalla produzione industriale.

Il comitato evidenzia inoltre che la persistenza dei PFAS, compresi quelli utilizzati come F-gas, non consente di individuare un livello di emissione realmente sicuro. In particolare viene richiamata l’attenzione sull’aumento delle concentrazioni ambientali di acido trifluoroacetico (TFA), sottoprodotto derivante in larga parte dalla degradazione atmosferica di alcuni gas fluorurati. Pur essendo attualmente considerato a bassa tossicità, il TFA è altamente persistente, trasportabile su lunghe distanze e con effetti di esposizione cronica ancora incerti.

Relazione con il Regolamento F-Gas

Il SEAC osserva che l’attuale Regolamento europeo F-Gas, pur essendo tra i più avanzati al mondo, non sarebbe sufficiente da solo a controllare tutti i rischi associati ai PFAS contenuti nei gas fluorurati. La futura restrizione PFAS dovrebbe quindi integrare, e non interferire con, il quadro normativo già esistente.

Il documento rileva inoltre che per numerose applicazioni esistono già alternative non fluorurate. In alcuni casi potrebbero essere giustificate deroghe temporanee, ma la mancanza di dati dettagliati ha spesso limitato la possibilità di formulare conclusioni definitive.

Prossime tappe

La consultazione pubblica sul parere SEAC resterà aperta fino al 25 maggio. Le informazioni raccolte contribuiranno alla stesura del parere finale, atteso entro la fine del 2026. Successivamente, i documenti saranno trasmessi formalmente alla Commissione europea, che potrà elaborare una proposta normativa da sottoporre al Comitato REACH per discussione e voto.

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Il dossier ECHA rappresenta un passaggio di rilievo non solo per il mercato europeo, ma anche per il contesto internazionale. Il dibattito su clima, sicurezza chimica e alternative tecnologiche si amplia così oltre il solo phase-down degli HFC, ponendo al centro una transizione che dovrà considerare contemporaneamente efficienza, sostenibilità e impatti di lungo periodo.

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