Ridurre le emissioni totali e il costo del ciclo di vita dei sistemi di refrigerazione commerciale senza sacrificare le prestazioni di raffreddamento

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Emissioni globali di gas a effetto serra

Gli effetti devastanti del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti, al pari della necessità di fare di più per ridurre le emissioni che stanno conducendoci rapidamente verso un futuro potenzialmente catastrofico.
Occorre però prestare molta attenzione a non farsi guidare da reazioni emotive che potrebbero far sembrare giusta una scelta che possa rivelarsi invece un costoso errore.
A causa della natura relativamente complessa delle fonti di tali emissioni, è necessario un approccio al problema che tenga conto di diversi fattori.
Nell’industria della refrigerazione, un approccio semplice alla questione potrebbe risiedere nella regolamentazione delle emissioni di refrigeranti a base di idrofluorocarburi (HFC) – ampiamente utilizzati in diversi settori industriali- mediante un controllo della riduzione delle perdite o la loro sostituzione con alternative che presentino un GWP inferiore. Tuttavia, il maggior contributo al cambiamento climatico nel corso del ciclo di vita di un sistema di refrigerazione è rappresentato dalle emissioni indirette prodotte dal consumo elettrico. Pertanto, l’efficienza energetica ha potenzialmente un effetto di gran lunga superiore rispetto all’impatto del refrigerante stesso.
Non è del tutto sorprendente che esista una certa inerzia sul mercato: da un lato il numero di tecnologie disponibili per indirizzare le diverse esigenze di refrigerazione è andato aumentando, dall’altro non è ancora disponibile un pannello di informazioni chiare dal punto di vista delle prestazioni e dell’impatto ambientale che permettano di effettuare paragoni obiettivi. Le principali tecnologie attualmente disponibili possono essere identificate in:
• Unità condensanti ad acqua (Plug-in)
• Unità condensanti ad aria (Plug-in)
• Sistemi R-290 / Glicole (Sistema secondario)
• Sistemi basati su R-134a e circuito secondario ad R-744 (per la Media Temperatura) e sub-critico in cascata (per la Bassa Temperatura)
• Sistemi basati su refrigeranti non-infiammabili a basso GWP (<1500)
• Sistemi HFO A2L a basso GWP (<250)
• Gruppi frigoriferi a R-744 transcritica
La catena di distribuzione britannica Asda era alla ricerca della migliore soluzione e per diversi anni ha esaminato diverse opzioni per la sua strategia di refrigerazione.
Questo è solo un estratto dell’articolo scritto da Neil Roberts, Technical and Business Development Refrigerants EMEA di Chemours. L’articolo completo è disponibile sull’ultimo numero della rivista Industria&Formazione.

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