Eurovent Market Intelligence: 2019 annata migliore dal 2008 per il settore HVAC

Growth of the HVAC market between 2018 and 2019Lo scorso 6 gennaio Eurovent Market Intelligence ha avviato la sua raccolta annuale di dati, che dal 1994 fornisce ai produttori informazioni sul mercato del settore HVAC europeo.
Con più di 300 produttori e 15 prodotti e un tasso di rappresentatività che spesso supera l’80%, la sezione statistica di Eurovent è diventata il punto di riferimento per i dati del mercato HVAC. Per quanto concerne il mercato dei ventilconvettori, delle unità rooftop, dei chiller e delle unità di trattamento aria, il 2019 è stata un’annata eccezionale per l’intera categoria, con tassi di incremento vicini al 10% in tutta Europa, un record dalla crisi del 2008-2009.

Fra i paesi che hanno registrato la crescita più forte, troviamo un +20% per il Regno Unito, un +15% per il Benelux, un +13% per la Francia, un +10% per la Polonia e un + 9% per l’Italia e la Spagna. Al contrario, i paesi che venivano considerati come tradizionalmente più resistenti alla crisi hanno avuto una crescita moderata: +6% per la Germania, +4% per la Norvegia, +3% per la Danimarca e +1% per la Svezia. Fra quelli – molto rari – che hanno registrato una flessione, troviamo il Portogallo con -3%, la Repubblica Ceca con -4% e i paesi baltici con -5%. La Turchia registra invece un calo vertiginoso di circa -25%, dovuto alla crisi che si sta verificando, con la svalutazione della lira turca, l’aumento del debito privato e pubblico, l’aumento della disoccupazione e la crescita dei prezzi dell’energia (elettricità e gas). Per quanto riguarda la Russia, le esportazioni europee verso questo paese sono incrementate soltanto del 5%, a causa di una maggiore preferenza per la produzione locale.
Per il 2020 ci si attende un forte rallentamento, ma l’anno non dovrebbe comunque finire in rosso. Infatti, si prevedono nette diminuzioni degli ordini per i primi due trimestri, ma le incertezze che attualmente circondano il mondo (la Brexit su tutte) dovrebbero attenuarsi nel corso dell’anno. Se a questo aggiungiamo i prezzi del petrolio che dovrebbero rimanere ad un livello relativamente basso, ci si può aspettare una lieve ripresa per la fine del 2020.

Rispondi