Gli impianti di condizionamento possono diffondere il Coronavirus?

coronavirus-4945950_960_720

Negli ultimi giorni, gli operatori di settore si sono più volte interrogati in merito alla possibilità che gli impianti di condizionamento possano contribuire alla diffusione del Coronavirus.

L’argomento, di grandissimo interesse e di capitale importanza, è stato affrontato anche dai principali media nazionali: tanto i Tecnici quanto gli utenti sono stati portati a chiedersi se e come fosse necessario procedere per garantire che gli impianti possano essere gestiti in sicurezza. Industria e Formazione, in accordo con ATF – Associazione dei Tecnici del Freddo e con il Centro Studi Galileo, più autorevole ente per la formazione nel settore della refrigerazione, hanno deciso di supportare in tal senso la posizione presa da AiCARR, Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione, espressa in documento destinato a fornire consigli su come meglio gestire gli ambienti lavorativi durante l’emergenza.

Citando testualmente;

L’igienizzazione straordinaria degli impianti e delle condotte aerauliche
Allo stato non ci sono evidenze in base alle quali risulti indispensabile provvedere in modo generalizzato a interventi straordinari di igienizzazione degli impianti. Si consiglia che gli interventi di manutenzione e igienizzazione, qualora effettuati, seguano sempre procedure ben definite e siano eseguiti da personale qualificato, dotato di idonei Dispositivi di Protezione Individuali. Qualunque intervento effettuato in modo scorretto e/o senza l’utilizzo di DPI potrebbe avere come risultato non la riduzione, ma l’incremento dei rischi.

Il consiglio di AiCARR, che supportiamo a nostra volta, è quindi quello di agire con cautela: non ci sono evidenze certe, ma qualora qualcuno preferisca provvedere a una igienizzazione straordinaria del proprio impianto, è di primaria importanza affidarsi unicamente a personale certificato e qualificato, onde evitare che una scorretta esecuzione delle procedure, o un mancato rispetto delle disposizioni di sicurezza, possano vanificare l’utilità dell’intervento, mettendo inoltre a rischio le persone coinvolte.

In ogni caso, gli impianti di condizionamento possono essere anche un utile alleato: se negli ambienti sono presenti impianti che garantiscono aria di rinnovo, utilizzarli a pieno regime può aiutare a evitare il deposito sulle superfici (terza via di diffusione del virus, dopo il contatto e l’inalazione di goccioline provenienti da persone infette), e di conseguenza a ridurre la vulnerabilità degli ambienti al contagio.

Questo articolo è offerto da Centro Studi Galileo, il più autorevole Centro Formativo in Europa, considerato uno dei primi nel mondo, per l’attività di formazione (Corsi) e informazione (Convegno Europeo) nei settori della refrigerazione e del condizionamento.
Fondato nel 1975 ha formato circa 60mila Tecnici e da sempre collabora con realtà internazionali, sviluppando partnership di altissimo livello con le Nazioni Unite, l’Istituto Internazionale del Freddo e la Commissione Europea. Le Nazioni Unite hanno scelto Centro Studi Galileo per la formazione dei Tecnici nei paesi in via di sviluppo.
È Editore di Industria&Formazione, la prima rivista italiana del settore.
Dal Centro Studi Galileo, recependo le direttive europee e nazionali, nascono il Patentino Europeo Frigoristi e il Patentino Italiano Frigoristi, Certificazioni che hanno permesso ai Tecnici italiani del Freddo di battere la concorrenza a basso costo e dare piena dignità ad una Professione che meritava da tempo di essere riconosciuta offrendo una Patente ai Tecnici che operano con capacità tecniche, senza rischi e a impatto zero. Per info scrivere a corsi@centrogalileo.it 

Un commento

  1. Sono un Installatore certificato FGAS Codice ateco 43.22.01 secondo la normativa in tema di imprese di pulizie è regolata principalmente, per
    non dire esclusivamente, da due testi normativi fondamentali: la Legge 25
    gennaio 1994 n. 82 e il Decreto del Ministero dell’Industria Commercio e
    Artigianato (oggi: Ministero dello Sviluppo Economico) del 7 luglio 1997 n.
    274. Prevede che la pulizia sanificazione degli impianti di climatizzazione o indoor debbano prevedere una iscrizione camerale comprendendo il codice ateco 81.22.02 altrimenti non possono svolgere l’attività

Rispondi