Ex-Embraco, si riparte: pronti 56 milioni e in arrivo nuove linee produttive

Sale di altri 8 milioni il piano di investimenti dedicato allo stabilimento di Riva di Chieri, nel torinese, che sarà accorpato all’ex Acc di Mel (Belluno). I sindacati incalzano: “quanti posti di lavoro”?

A due mesi dall’annuncio della nascita di Italcomp, nuova e ambiziosa realtà che vedrà le due aziende unire le forze per un nuovo e ambizioso progetto, per il quale sta finalmente prendendo forma un piano di salvataggio complesso e articolato: il Ministero per lo Sviluppo Economico ha definito gli investimenti in una riunione cui hanno partecipato il commissario di Acc, Maurizio Castro, i sindacati e le regioni. Gli investimenti toccheranno i 56 milioni, dei quali 28 destinati a Mel e 18 a Riva di Chieri.

Tutto questo dovrà prima però passare al vaglio dell’Europa, che stando al MISE darà una risposta entro fine anno. In caso di esito negativo, il Ministero cercherà soluzioni alternative: l’idea è quella di far partire la produzione entro gennaio 2022, con una seconda linea che realizzerà motori per lavatrici.

«Restano da chiarire i volumi occupazionali garantiti dal piano, tenendo in considerazione che i lavoratori in forza alla ex Embraco sono circa 400, per i quali la cassa integrazione scadrà a luglio 2021, e quelli Acc circa 300», hanno però fatto notare i sindacati. «Il lavoro portato avanti in questi mesi si muove verso una direzione nuova e importante: l’Italia torna finalmente a parlare di politica industriale. Vogliamo costruire un polo italiano del compressore che diventi un campione europeo. Da una parte Acc di Mel ha in carico circa 300 lavoratori, e dall’altra l’ex Embraco di Chieri ha in carico oltre 400 addetti in cassa integrazione», ha detto sottosegretaria Alessandra Todde. In ogni caso, l’impegno a portare avanti il progetto anche nel caso dall’Unione europea non arrivasse l’ok all’ingresso di Invitalia nella società è ritenuto un elemento molto positivo perché dovrebbe garantire la partenza dell’intera operazione, dando finalmente risposte concrete ai lavoratori.

Restano ancora alcune incognite, dagli stanziamenti dei fondi agli ostacoli burocratici, ma la via intrapresa sembrerebbe finalmente essere quella giusta: il Progetto ItalComp ha tutte le carte in regola per trasformare una situazione con diverse criticità nel primo grande progetto industriale italiano da 15 anni a a questa parte.

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