Climate Change e lotta allo spreco alimentare: l’ultimo rapporto FAO e UNEP invita a investire sulle Catene del Freddo

Stando alle ultime statistiche, lo spreco alimentare ha raggiunto la soglia del 31% del totale della produzione destinata agli esseri umani: il 14% viene perso prima ancora di arrivare nella case dei cittadini, e il 17% viene invece sprecato.

Per rendersi conto della vastità del problema, basta pensare a come questo basterebbe a sfamare un miliardo di persone in tutto il mondo: ad oggi ancora 811 milioni di persone soffrono la fame e 3 miliardi non hanno accesso a una dieta regolare ed equilibrata.

Una corretta refrigerazione potrebbe permettere di salvare una enorme quantità di cibo, quasi il 12% della produzione totale. Si rende quindi necessario intervenire il prima possibile, in quanto gli sprechi contribuiscono ad accrescere le emissioni della catena del freddo alimentare, pari a circa il 4% di quelle complessive.

L’ultimo rapporto redatto da UNEP e FAO invita stati e aziende a intervinere con un approccio sistemico per sviluppare nuove strategie che rendano le varie cold chain sempre più efficienti e meno dispersive, investendo in modo corretto: anche lo stesso Protocollo di Montreal va in questa direzione, invitando a vertere su soluzioni sostenibili che portino al taglio delle emissioni di CO2 anche quando si parla di refrigerazione: questo sarà fondamentale per rispettare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi, il cui obiettivo è mantenere il riscaldamento climatico entro l’aumento di 1,5° entro fine secolo, un obiettivo che per quanto ancora alla nostra portata ha bisogno di investimenti e progettualità per concretizzarsi.

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