NRDC: serve una rete globale di monitoraggio più forte per proteggere ambiente e ozono

Visualizzazione del buco dell'ozono nel 2023, con il colore che indica la pressione parziale dell'ozono a 12 mPa e i valori dello strato di ozono totale.
Render 3D del buco dell’ozono nella regione Antartica | Source: CAMS/ECMWF

Da www.nrdc.org:
Il Protocollo di Montreal, trattato internazionale firmato da tutti i Paesi del mondo per proteggere lo strato di ozono e mitigare il cambiamento climatico, si è dimostrato efficace nel ridurre l’uso di oltre 100 sostanze dannose. Tuttavia, il suo successo dipende fortemente da una rete di monitoraggio atmosferico globale che oggi necessita di un aggiornamento urgente.

In uno dei suoi ultimi articoli, NRDC (the Natural Resources Defense Council), ha evidenziato alcuni passi chiave da seguire. Grazie a strumenti come il laboratorio di monitoraggio della NOAA e la rete AGAGE, è stato possibile individuare anomalie preoccupanti, come l’aumento inatteso delle emissioni di CFC-11 rilevato nel 2012. Le indagini hanno confermato che le emissioni provenivano dalla Cina orientale, contravvenendo al divieto di produzione in vigore dal 2010. Fortunatamente, la pronta reazione della comunità internazionale ha portato a un ritorno ai livelli pre-2012 entro il 2019.

Un fenomeno simile si è verificato più recentemente con l’HFC-23, un gas serra con un potenziale di riscaldamento globale 14.800 volte superiore alla CO₂. Sebbene i Paesi avessero dichiarato distruzioni elevate del gas, i dati atmosferici raccontavano un’altra storia, indicando emissioni globali in eccesso di 15.000 tonnellate. Anche in questo caso, le pressioni internazionali hanno favorito un miglioramento.

Tre sono le principali conclusioni:

  1. La rete di monitoraggio atmosferico è essenziale per il successo del Protocollo, ma attualmente presenta vaste lacune geografiche (in Asia, Africa, Sud America).
  2. È necessario rafforzare e ampliare la rete, sia con nuove stazioni che con il campionamento in flaconi.
  3. Gli investimenti devono aumentare e diversificarsi: non si può dipendere solo dagli Stati Uniti, specialmente in un momento in cui i fondi scientifici americani sono a rischio di tagli.
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Durante il prossimo incontro del Protocollo di Montreal a Bangkok, si discuterà anche di nuovi progetti pilota per estendere il monitoraggio regionale. Per garantire un futuro sostenibile, tutti i Paesi devono contribuire con decisione.

Articolo completo:
World Ozone and Climate Treaty Needs More Eyes on the Sky
Autori: David Doniger, Jeff Fralick, Dr. Richie Kaur

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