Commercio illegale di refrigeranti e lavoro non certificato: minacce e soluzioni per il settore europeo RACHP, la posizione di AREA

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Da AREA riceviamo e pubblichiamo:
AREA, l’associazione europea delle imprese di installazione e manutenzione della refrigerazione, del condizionamento e delle pompe di calore (RACHP), aderisce pienamente agli obiettivi dell’UE in materia di decarbonizzazione e neutralità climatica, nonché all’ambiziosa transizione verso refrigeranti alternativi ai gas fluorurati (F-gas) prevista dal Regolamento F-gas.

Le imprese RACHP rappresentano l’anello essenziale di collegamento tra utenti finali e produttori. Esse progettano, installano e mantengono le apparecchiature RACHP utilizzando tutte le soluzioni disponibili con totale neutralità rispetto alle attrezzature e ai refrigeranti, con l’unico obiettivo di garantire il massimo livello di affidabilità, efficienza energetica e convenienza economica.

Tuttavia, il settore europeo delle imprese RACHP è sempre più messo sotto pressione dal commercio illegale di refrigeranti e dal lavoro non autorizzato, entrambi fattori che minacciano seriamente la transizione verso soluzioni RACHP climaticamente sostenibili.

Commercio illegale di refrigeranti

Il commercio illegale di refrigeranti – in particolare degli idrofluorocarburi (HFC) – è emerso come una sfida significativa in tutta Europa, minando le politiche climatiche, la sicurezza pubblica e l’integrità economica. Nel contesto dell’accelerato phase-down imposto dal Regolamento F-gas, il mercato nero continua a prosperare. La ridotta disponibilità di F-gas dovuta al sistema delle quote UE, l’aumento dei prezzi e le forti differenze di costo (fino a otto volte superiori all’interno dell’UE rispetto ai Paesi extra-UE) rendono il commercio illegale altamente redditizio. In alcuni Paesi, come la Spagna, l’introduzione di ulteriori tasse sugli F-gas rende i refrigeranti legali proibitivamente costosi.

Nel 2024, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha riportato che una sola operazione congiunta con le autorità di 16 Stati membri, insieme a Turchia e Ucraina, ha portato all’intercettazione di migliaia di bombole di gas per un valore di 4,5 milioni di euro, equivalenti a oltre 400.000 tonnellate di CO₂[1]

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Il commercio illegale di refrigeranti comporta gravi conseguenze non solo per le imprese RACHP, ma per l’intera società.

L’impatto ambientale è grave. Il commercio illegale compromette il meccanismo di phase-out previsto dal Regolamento F-gas, mantenendo un’elevata disponibilità di gas fluorurati ad alto GWP all’interno dell’UE a basso costo.

Sul piano economico, il mercato nero danneggia le imprese legittime immettendo sul mercato prodotti più economici e potenzialmente non conformi. Ciò genera concorrenza sleale, penalizza le aziende che rispettano le normative ambientali e di sicurezza e comporta rilevanti perdite di gettito fiscale.

I guasti alle apparecchiature causati da refrigeranti di scarsa qualità possono determinare una riduzione dell’efficienza, costose riparazioni o sostituzioni, con un impatto diretto sui consumatori.

Il commercio illegale di refrigeranti comporta inoltre seri rischi per la sicurezza. I refrigeranti contraffatti o introdotti illegalmente possono essere etichettati in modo errato o contaminati, aumentando il rischio di guasti, incendi o esplosioni. I refrigeranti impuri possono anche essere tossici, mettendo in pericolo tecnici e occupanti degli edifici.

Nonostante l’aumento del commercio illegale, l’applicazione della normativa in Europa rimane complessa. è urgentemente necessaria un’azione coordinata tra gli Stati membri, sanzioni più severe e sistemi di monitoraggio più efficaci per contrastare questo crescente eco-crimine.

In questo contesto, AREA raccomanda urgentemente di:

  • Creare banche dati nazionali che monitorino tutti gli acquisti e le vendite di refrigeranti e le operazioni di carica dei sistemi;
  • rafforzare le ispezioni e i controlli di polizia alle frontiere, assegnando risorse adeguate;
  • garantire una corretta applicazione delle disposizioni del Regolamento F-gas relative alle attività illegali, sotto la supervisione della Commissione europea;
  • avviare campagne pubbliche di sensibilizzazione sugli impatti ambientali ed economici dei refrigeranti illegali, al fine di rafforzare il sostegno all’applicazione delle regole;
  • riconoscere e coinvolgere le associazioni di settore come intermediari chiave tra autorità, imprese e tecnici nella prevenzione e nel contrasto del commercio illegale di refrigeranti.
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Lavoro illegale

Strettamente collegato al commercio illegale di refrigeranti è il problema del lavoro non certificato, che gli Stati membri devono affrontare con urgenza. Molti dei tecnici che acquistano refrigeranti illegali operano anche senza certificazione. Di conseguenza, alcune installazioni vengono realizzate o mantenute da tecnici privi di un certificato personale valido, o da imprese che non dispongono del necessario accreditamento o delle certificazioni.

Nella maggior parte degli Stati membri, i servizi ispettivi dispongono di risorse interne limitate, con il risultato che i controlli e le attività di follow-up non sono sempre completi.

Questo fenomeno ha un forte impatto negativo sul settore europeo delle imprese RACHP.

La concorrenza sleale rappresenta un problema enorme: gli operatori non certificati possono offrire prezzi molto più bassi, riducendo i costi del 20–50%, rendendo estremamente difficile la competizione per i professionisti qualificati, soprattutto nei confronti di clienti privati o piccoli proprietari che danno priorità al prezzo.

Dal punto di vista ambientale, il lavoro non qualificato rallenta la transizione verso tecnologie edilizie a basse emissioni e resilienti al clima, poiché porta a installazioni eseguite male, sistemi inefficienti e non conformi alle normative europee e nazionali, senza menzionare i rischi per la sicurezza. Senza le competenze necessarie per ottimizzare questi sistemi, esiste un rischio concreto che le soluzioni adottate risultino energeticamente inefficienti.

Infine, il lavoro non certificato provoca una perdita di reputazione, danneggiando la fiducia dei consumatori non solo verso gli operatori coinvolti in attività illegali, ma verso l’intero settore.

Per affrontare questo grave problema, AREA raccomanda urgentemente di:

  • istituire registri nazionali obbligatori dei tecnici e delle imprese certificate, pubblicamente accessibili online, per garantire trasparenza a livello nazionale;
  • introdurre sanzioni più severe per dissuadere il lavoro illegale;
  • rafforzare le attività ispettive aumentando le risorse interne dei servizi competenti;
  • avviare campagne di sensibilizzazione sui rischi legati all’affidamento dei lavori a installatori non certificati;
  • introdurre incentivi fiscali per favorire il ricorso a imprese regolarmente abilitate.
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AREA invita le Istituzioni dell’Unione europea e gli Stati membri ad agire immediatamente per affrontare queste criticità che colpiscono il settore europeo RACHP. Con la crescente domanda di professionisti qualificati per l’implementazione di tecnologie di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore a basse emissioni, il successo della transizione energetica non deve essere compromesso da attività illegali


[1] https://anti-fraud.ec.europa.eu/document/download/be8b6c6b-ce44-4f4e-a0f6-f3674eb00df2_en?filename=or-2024-short_en.pdf

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