La sostituzione R410A con R32 NON è permessa

r1234yLa sostituzione R410A con R32 NON è permessa. L’Associazione dei Tecnici italiani del Freddo aveva già nettamente assunto questa posizione lo scorso 26 gennaio con la comunicazione ufficiale  “NO, ALL’UTILIZZO DI REFRIGERANTI INFIAMMABILI NEI COMPRESSORI TRADIZIONALI. PERICOLO DI INCENDIO”.
Nello scritto si enunciava a chiare lettere la raccomandazione di “non utilizzare mai refrigerante leggermente o altamente infiammabile in impianti non progettati in tal modo”.
ATF, quindi, forte del suo ruolo di Associazione di Categoria per la salvaguardia del lavoro e della salute delle persone che svolgono installazioni, manutenzione e riparazione degli impianti di refrigerazione e condizionamento supporta il messaggio di questi giorni partito dall’Associazione inglese membro di AREA “FETA”, rilanciato da ACRIB e molte altre associazioni a livello mondiale.
La pratica di sostituire il refrigerante R410A, anche se la sua attuale disponibilità è scarsa, con R32 è da condannare e da evitare. ATF inoltre sta lavorando con la commissione europea e le maggiori associazioni mondiali per garantire l’approvvigionamento di R410A per il prossimo periodo estivo.

Perché la pratica sopra citata è assolutamente non da considerare un’opzione vantaggiosa per il Tecnico del Freddo che si accollerebbe così inutili rischi e responsabilità?

1) I produttori di refrigeranti hanno dichiarato chiaramente che i refrigeranti A2L (leggermente infiammabili) non sono adatti per il retrofit;
2) Un sistema originariamente progettato per R410A non prende in considerazione i fattori di sicurezza richiesti quando si utilizza un refrigerante A2L, generando rischi significativi per la sicurezza. I sistemi progettati per l’uso con R32 hanno diversi parametri del pressostato, inverter e scambiatori di calore appositamente progettati.
3) Caricare un sistema esistente con R32 dichiarerebbe il sistema non conforme allo standard di sicurezza del refrigerante EN378, causando in caso di perdite il rischio del formarsi di un’atmosfera infiammabile;
4) Tale modifica del refrigerante sarebbe strettamente contraria alle istruzioni del produttore del sistema e renderebbe qualsiasi garanzia non valida. Significherebbe anche che il sistema non sarebbe più conforme alla sua marcatura CE originale o alle specifiche della Direttiva sulle attrezzature a pressione, con relative implicazioni assicurative;
5) Il refrigerante R32 ha una temperatura di scarico del compressore più elevata del R410A e aumenta quindi l’usura del compressore, riducendo significativamente la sua durata; (Casi dimostrati in UK dimostrano che la vita del compressore si ridurrebbe a soli 2 anni).
6) In caso di problemi derivanti da un cambio di sistema trasformato da R410A a R32, qualsiasi responsabilità ricadrebbe interamente a carico della persona che ha effettuato la modifica.

Di questo argomento si parlerà nel prossimo convegno in MCE Mostra Convegno Expocomfort, il 15 marzo ore 14-18.30, Sala Sagittarius con i maggiori esperti del settore

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