
Formazione, certificazione e competenze per affrontare in sicurezza la transizione verso i refrigeranti alternativi: sono stati questi i temi al centro del forum AREA “The Future of RAC Training and Certification in the EU”, organizzato a Chillventa 2026. L’incontro ha offerto un quadro concreto sull’attuazione del Regolamento F-Gas (UE) 2024/573 e sulle differenti velocità con cui i Paesi europei stanno introducendo i nuovi schemi di certificazione.
Il confronto ha coinvolto Stepan Stojanov, Vice President AREA, Thanos Biris, Treasurer AREA, Marco Buoni, AREA Past President with Mandate for International Affairs, Jörg Peters della Bundesfachschule Kälte-Klima-Technik e Said El Harch, General Secretary di U-3ARC, con Marco Buoni nel ruolo di moderatore.
Stojanov ha evidenziato l’ampiezza della sfida: il nuovo sistema estende per la prima volta la certificazione anche a HFO e refrigeranti alternativi come idrocarburi, CO₂ e ammoniaca. In Europa vi sono circa 375.000 tecnici certificati e i sistemi nazionali si trovano oggi a livelli di implementazione molto differenti. Particolarmente complessa risulta la predisposizione della formazione e degli esami per l’ammoniaca, mentre alcuni Paesi dispongono già di schemi completi.
Biris ha richiamato l’importanza di non attendere le scadenze normative: pressione elevata, infiammabilità e tossicità richiedono competenze specifiche non soltanto nell’installazione, ma anche nella manutenzione, nel recupero e nella gestione del fine vita. “Training saves lives” è stato uno dei messaggi centrali del suo intervento.
Marco Buoni ha quindi presentato l’esperienza di REAL Alternatives, programma internazionale di formazione sui refrigeranti alternativi che combina e-learning, attività pratiche e certificazione, sottolineando anche il ruolo crescente della valutazione del rischio, dell’utilizzo di attrezzature specifiche e della preparazione dei formatori.
Il modello tedesco illustrato da Peters ha mostrato come propano e CO₂ siano già integrati da anni nella formazione professionale degli apprendisti, attraverso un sistema che combina esperienza in azienda, scuola professionale ed esercitazioni pratiche.
Lo sguardo si è infine allargato all’Africa con Said El Harch, che ha sottolineato la necessità di sviluppare sistemi capaci di “adattare, non semplicemente adottare” i modelli europei. L’obiettivo comune resta quello evidenziato durante il forum: costruire una competenza realmente verificabile, capace di garantire sicurezza, qualità degli interventi e fiducia nel mercato durante la transizione verso le nuove tecnologie RACHP.