“Evitare idrofluorocarburi ad alto potenziale di riscaldamento globale nei sistemi commerciali di refrigerazione a decorrere dal 2022”. Valutazione della Commissione Europea

European flags in a rowL’Associazione dei Tecnici Italiani del Freddo ha ricevuto da AREA, della quale detiene la VicePresidenza come full member per l’Italia, un importante relazione di valutazione della Commissione Europea circa l’utilizzo di idrofluorocarburi ad alto potenziale di riscaldamento globale nei sistemi commerciali di refrigerazione.

Introduzione

Il regolamento (UE) n. 517/20141 crea un meccanismo efficace e proporzionato per ridurre i gas fluorurati a effetto serra al fine di contribuire in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione in materia di clima. Esso promuove altresì una crescita sostenibile, stimola l’innovazione e mette a punto tecnologie ecologiche migliorando le opportunità di mercato per le tecnologie alternative e per i gas con un impatto di riscaldamento globale inferiore2. Infine, assicura che l’UE possa adempiere i propri obblighi derivanti dal recente accordo per l’eliminazione graduale del consumo e della produzione a livello mondiale di idrofluorocarburi (HFC) secondo il protocollo di Montreal (“emendamento di Kigali”)3, che rappresenta un significativo passo in avanti nell’attuazione dell’accordo di Parigi4.
La principale misura politica necessaria per conseguire questi obiettivi è la “graduale eliminazione di HFC dell’UE”, una riduzione dei quantitativi di HFC che le imprese possono importare o produrre legalmente nell’UE (vale a dire “immettere sul mercato per la prima volta”). Tale misura è accompagnata da una serie di requisiti finalizzati a evitare i gas fluorurati con un potenziale di riscaldamento globale medio e alto5 nei settori in cui esistono alternative valide. Questi requisiti dovrebbero facilitare la disponibilità di HFC per altri settori in cui trovare alternative è tecnicamente più difficile o costoso vista la contrazione dei quantitativi dovuta all’eliminazione graduale. I corrispondenti divieti sono elencati nell’allegato III del regolamento (UE) n. 517/2014.
Per garantire che il requisito dell’allegato III per i nuovi sistemi di refrigerazione su larga scala comunemente disponibili nei grandi supermercati e ipermercati possa essere rispettato entro la data specificata, la legislazione impone alla Commissione di effettuare una valutazione entro il 1º luglio 2017. Di conseguenza, l’articolo 21, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 517/2014 invita la Commissione a pubblicare “una relazione di valutazione del divieto a norma dell’allegato III, punto 13, che esamina in particolare la disponibilità di alternative economiche, tecnicamente praticabili, efficienti sotto il profilo energetico e affidabili ai sistemi di refrigerazione centralizzati multipack di cui a tale disposizione. Alla luce di tale relazione, la Commissione presenta, se del caso, una proposta legislativa al Parlamento europeo e al Consiglio allo scopo di modificare la disposizione a norma dell’allegato III, punto 136.”
La presente relazione risponde alla richiesta basandosi su lavori tecnici di esperti esterni, tra cui un’ampia consultazione di tutti i soggetti interessati e un sondaggio presso i portatori d’interesse maggiormente sollecitati dalla questione7, nonché sulle deliberazioni prese all’interno del Forum consultivo8 istituito a norma dell’articolo 23 del regolamento (UE) n. 517/2014.

Stato attuale della tecnologia e disponibilità di soluzioni alternative fattibili e affidabili nella refrigerazione commerciale

Secondo il regolamento (UE) n. 517/2014 si abbandonerà l’uso di HFC con un elevato potenziale di riscaldamento globale9 nel settore della refrigerazione commerciale a partire dal 202010, quando entrerà in vigore la restrizione di mercato per le nuove apparecchiature fisse di refrigerazione con tali refrigeranti e ne cesserà l’uso per la manutenzione delle grandi apparecchiature di refrigerazione esistenti11. Il requisito che entrerà in vigore nel 2022, oggetto della presente relazione, vieterà inoltre l’impiego di gas fluorurati a effetto serra con un potenziale di riscaldamento globale medio-alto12 per la maggior parte dei sistemi centralizzati di nuova installazione13. Con il termine “sistemi centralizzati” s’intendono i sistemi in cui la capacità di refrigerazione per l’intero magazzino è prodotta a livello centrale in un unico luogo, spesso in una sala macchine separata. I sistemi di refrigerazione installati attualmente in grandi supermercati e ipermercati sono in gran parte i cosiddetti “sistemi di refrigerazione centralizzati multipack”14.
Attualmente, si usano anche altri modi più decentrati per garantire la refrigerazione, soprattutto in piccoli supermercati e convenience store. Uno di questi è l’uso di diverse unità condensazione distribuite e/o unità autonome, nessuna delle quali sarà interessata dal requisito 202215. Ad ogni modo, per analogia, neppure l’uso di HFC con un potenziale di riscaldamento globale medio16 nelle nuove unità autonome sarà consentito a partire dal 202217.
Molti sistemi centralizzati attualmente in uso impiegano ancora HFC con un potenziale di riscaldamento globale molto elevato. Tuttavia, la situazione sta cambiando rapidamente per le apparecchiature di nuova installazione. Il regolamento (UE) n. 517/2014 ha creato una situazione dinamica in questo settore in cui la domanda di opzioni rispettose del clima sta crescendo a ritmi elevati18. Secondo quanto emerso dal sondaggio fra le parti interessate7, la tecnologia della CO2 e altre tecnologie senza HFC stanno iniziando ad essere impiegate ampiamente. Una serie di alternative tecnicamente fattibili, che saranno autorizzate sui sistemi di nuova installazione dopo il 2022, è già disponibile sul mercato ed è attualmente usata dai commercianti al dettaglio nei negozi. Queste opzioni tecnologiche disponibili comprendono i) sistemi centralizzati che usano la CO2 come refrigerante in un cosiddetto “ciclo transcritico”19, ii) una serie di diversi tipi di sistemi centralizzati indiretti, e iii) sistemi costituiti da unità stand-alone che usano diversi refrigeranti con un basso potenziale di riscaldamento globale.
2.1 Sistema centralizzato che usa “CO2 transcritica”
Quella dei sistemi centralizzati a CO220 transcritica è diventata una tecnologia standard in molte parti d’Europa e più di 9 000 negozi la usano già18. Vi è consenso nel settore sul fatto che la CO2 transcritica sia una tecnologia matura e realizzabile per la refrigerazione commerciale, soprattutto nei climi freddi e temperati; installata per la prima volta intorno al 1998, da allora ha registrato una crescita straordinaria sul mercato. Sistemi a CO2 transcritica sono stati costruiti nella maggior parte dei paesi europei e tutto indica che l’uso di questa tecnologia si sia recentemente diffuso al sud, dove sistemi di questo tipo funzionano in Italia, Spagna, Portogallo e Romania. In termini di affidabilità, i sistemi CO2 transcritici sono progettati, costruiti e funzionano da più di dieci anni e i sistemi a CO2 di oggi presentano tassi di perdita dello stesso ordine dei sistemi ad HFC tradizionali, ma usano un refrigerante con un potenziale di riscaldamento globale di 15 rispetto alle diverse migliaia degli HFC usati comunemente oggigiorno9.
2.2 Sistemi centralizzati indiretti
I sistemi centralizzati indiretti comprendono una serie di progetti di sistema diversi che impiegano vari refrigeranti. Questo tipo di sistema include vari sistemi a cascata in cui due o più circuiti che trasportano i refrigeranti sono collegati in serie in modo tale che il calore assorbito sia trasferito da un circuito all’altro21. Questi sistemi combinano l’impiego di CO2, glicole o fluidi termici per trasferire il calore all’interno del negozio e raffreddare le vetrine, i congelatori ecc. con refrigeranti quali idrocarburi, ammoniaca o HFO (miscele)22 nel circuito esterno della sala macchine (il “circuito refrigerante primario”)23,24. I sistemi indiretti che usano una cascata di ammoniaca/CO2 sono di particolare interesse per i negozi di grandi dimensioni in climi più caldi, dove raggiungono ottimi livelli di efficienza. I sistemi indiretti sono stati tradizionalmente impiegati nella refrigerazione industriale, ma recentemente in tutta Europa ne sono stati installati vari come sistemi di refrigerazione commerciale7. In Lussemburgo e in Svezia una legislazione mirata ne ha favorito particolarmente l’installazione. Sebbene non comuni come i sistemi a CO2 transcritica, alcuni esperti tecnici ritengono che sia possibile ideare sistemi indiretti efficienti a un costo decisamente paragonabile ad altre soluzioni e che tali sistemi possano legittimamente occupare un posto nell’era post-2022.
2.3 Sistemi autonomi (stand-alone)
I sistemi autonomi commerciali sono costituiti da unità autonome con circuiti di refrigerazione ermeticamente sigillati che forniscono refrigerazione in un determinato intervallo di temperatura e sono semplicemente collegati a una presa di corrente senza bisogno di ulteriori installazioni (“plug-in” o “integrali”). Tali singole unità sono simili ai frigoriferi o ai congelatori domestici, ma solitamente di dimensioni maggiori e con maggiori capacità di refrigerazione. I sistemi autonomi sono molto comuni nell’ambito delle applicazioni commerciali leggere ma si sono rivelati tecnicamente realizzabili anche nei negozi più grandi. Tali sistemi vengono installati sempre più anche nei supermercati e discount d’Europa in alternativa ai sistemi di refrigerazione centralizzati multipack o ad integrazione degli stessi. Per i sistemi autonomi è disponibile una serie di diversi refrigeranti che potrebbero soddisfare il requisito di un basso potenziale di riscaldamento globale25, fra cui idrocarburi come il propano o l’isobutano, ma anche l’ammoniaca o la CO2.
Quando per coprire una parte consistente del fabbisogno di refrigerazione di un negozio di medie o grandi dimensioni vengono usate unità autonome, spesso è inutile dissipare calore nella zona dei distributori automatici (a meno che non sia vantaggioso ai fini del riscaldamento). Una variante dei sistemi autonomi, detta “semi-plug-in”, trasferisce il calore, tramite uno scambiatore di calore, a un sistema raffreddato ad acqua o al ciclo di glicole che consente di raccogliere il calore in eccesso. Quest’ultimo può quindi essere usato per riscaldare il negozio e fornire acqua calda, oppure può essere disperso all’esterno, ad es. tramite scambiatori di calore collocati sul tetto. Nei climi caldi è anche possibile usare refrigeratori per raffreddare il sistema che può essere montato sul tetto in contesti urbani. Tecnicamente, tali sistemi rappresentano una combinazione di sistemi indiretti e sistemi stand-alone.
2.4 Altri sistemi
A parte i sistemi descritti sopra, al momento la maggior parte degli altri sistemi non sembra offrire soluzioni ottimali per grandi supermercati e ipermercati. Sistemi centralizzati ad espansione diretta di un refrigerante a basso GWP diverso dalla CO2 non sembrano essere disponibili per negozi di dimensioni molto grandi26. I sistemi distribuiti, nei quali diverse unità di condensazione nella zona commerciale servono singolarmente più di una vetrina, sono comuni negli Stati Uniti ma poco usati in Europa; sarebbero utili nei “convenience store” e in alcuni piccoli supermercati, ma non possono competere in termini di costi ed energia con i tre sistemi descritti sopra in applicazioni commerciali che richiedono un totale di più di 40 kW di capacità di refrigerazione. Un’altra variante realizzabile di sistema distribuito è costituita da sistemi multifunzionali che impiegano unità di condensazione compatte con una funzionalità di condizionamento d’aria: possono essere usati anche per capacità di refrigerazione inferiori a 40 kW e presentano un potenziale di maggiore uso in futuro.

Efficacia dei costi ed efficienza energetica

Alcuni soggetti interessati hanno individuato nei costi di investimento iniziali – soprattutto nei negozi di medie dimensioni (40-100 kW) – e nelle perdite di efficienza energetica se i sistemi funzionano a temperature ambiente più elevate, degli ostacoli a un’applicazione universale delle opzioni tecnologiche che soddisfano il requisito dell’allegato III. È difficile fare dei confronti obiettivi fra diverse tecnologie in quanto una serie di fattori, tra cui le condizioni locali e le caratteristiche dei progetti di sistema, influenza le prestazioni di ogni sistema. Tuttavia, l’ampio feedback tecnico ricevuto indica che è possibile produrre e far funzionare sistemi efficienti sotto il profilo energetico per tutti e tre i tipi di sistemi alternativi descritti sopra. Per tutte queste tecnologie, diversi casi di studio hanno sottolineato il potenziale di un significativo risparmio energetico rispetto ai sistemi tradizionali con HFC usati attualmente7. Inoltre le tecnologie alternative offrono altre modalità di risparmio energetico. Il recupero di calore nei sistemi semi-plug-in può incrementare sensibilmente il risparmio energetico riducendo l’energia necessaria per riscaldare il negozio, alimentare il sistema di ventilazione e fornire acqua calda. L’uso di diverse combinazioni delle opzioni tecnologiche disponibili può offrire soluzioni integrate ancora più performanti che forniscono al negozio anche riscaldamento, ventilazione, aria condizionata e acqua calda.
I soggetti interessati di Spagna e Portogallo e i produttori di gas fluorurati hanno segnalato le specificità dell’Europa meridionale, in quanto le condizioni climatiche durante i mesi estivi hanno un impatto sull’efficienza energetica dei sistemi a CO2 transcritica. Sebbene queste preoccupazioni possano essere state reali per la prima generazione di questi sistemi – i cosiddetti sistemi “booster” a CO2 transcritica -, esse non sono più valide per i sistemi a CO2 avanzati disponibili attualmente, che sono in grado di garantire livelli ottimali di efficienza energetica anche in climi più caldi se incorporano i più recenti sviluppi tecnologici27. A conferma di quanto sopra, numerosi impianti a CO2 transcritica installati in Spagna, Portogallo e Italia, indicano miglioramenti dell’efficienza energetica rispetto agli impianti a cascata diretta con circolazione di HFC/CO2 e ai sistemi con HFC7. In effetti tali sistemi, detti anche a CO2 subcritica, sono stati usati come valida alternativa con buone prestazioni sotto il profilo energetico. Analogamente, uno studio spagnolo28 basato sulla modellizzazione matematica dimostra che i sistemi a CO2 transcritica di ultima generazione reggono bene il confronto, anche in condizioni ambientali difficili, con i più recenti sistemi a cascata di HFC/CO2 che usano un nuovo refrigerante (R513A)29. Inoltre, va tenuto presente che la CO2 transcritica non è l’unica opzione tecnologica a disposizione degli utenti finali negli Stati membri meridionali e che è possibile ottenere ottime prestazioni in termini energetici anche con i sistemi indiretti o autonomi. I sistemi indiretti hanno dato ottimi risultati in altre località con climi caldi nel mondo e le soluzioni autonome basate su idrocarburi e CO2, ad esempio, in Spagna hanno dimostrato di consentire un risparmio energetico superiore al 20% rispetto ai sistemi autonomi con HFC7.
In molti casi i miglioramenti dell’efficienza energetica fanno lievitare i costi di investimento iniziali delle apparecchiature. Tuttavia, il conseguente risparmio nel consumo di energia compensa i costi iniziali più elevati nell’arco di qualche anno o anche meno7. Inoltre, l’aumento dei costi iniziali per il miglioramento dell’efficienza vale per tutti i tipi di sistemi, compresi quelli che funzionano con la tradizionale tecnologia a HFC. Per questo motivo, generalmente i sistemi a CO2 transcritica e i sistemi autonomi sono già oggi considerati competitivi in termini di costo rispetto ai sistemi tradizionali nella maggior parte dei casi oggi. In risposta al sondaggio, i produttori di sistemi a CO2 transcritica riconoscono tuttavia che i costi iniziali di tali sistemi dimostratisi efficienti negli Stati membri meridionali sono oggi superiori rispetto a qualsiasi altro paese dell’UE, ma confidano che entro il 2022 i nuovi sviluppi colmeranno la forbice dei costi residua. I sistemi tradizionalmente a CO2 transcritica sono stati sviluppati negli Stati membri settentrionali e centrali, in particolare in Germania e Danimarca, non da ultimo a seguito di politiche nazionali precoci volte a evitare gli HFC, ed è per questo motivo che oggi gli Stati membri meridionali continuano ad essere meno esperti di questa tecnologia. Il personale addetto all’assistenza dovrà migliorare la propria formazione nelle tecnologie alternative, soprattutto la CO2 transcritica, in particolare nei paesi in cui i professionisti hanno iniziato solo di recente a lavorare con la tecnologia della CO2 transcritica30. Come indicato sopra per quanto riguarda l’efficienza energetica, esistono anche altre opzioni tecnologiche adatte ai climi più caldi, che possono essere molto convenienti negli Stati membri meridionali. I sistemi autonomi sono un’opzione interessante per i paesi in cui nei contesti urbani predominano i minimarket – situazione comune nei paesi del Mediterraneo -, e gli impianti semi-plug-in consentono inoltre di evacuare dal negozio il calore in eccesso. La scelta della tecnologia più adatta dipenderà quindi dalle condizioni locali nonché da considerazioni di ordine economico ed energetico, con diverse scelte tecnologiche a disposizione degli utenti finali.
Si prevede un significativo calo dei prezzi per tutte le opzioni di tecnologie alternative. Al tempo stesso, l’efficienza energetica migliorerà ulteriormente grazie alla crescita dei volumi, alla disponibilità, alla concorrenza e all’aumento dell’efficienza produttiva. La Svizzera, paese dalle politiche molto progressiste in questo settore31, offre buon esempio nella previsione degli sviluppi futuri. Nel giro di cinque anni, i costi sia d’investimento sia di consumo energetico per la refrigerazione sono calati di oltre il 30%, percentuale paragonabile al periodo che va da oggi alla data di entrata in vigore del requisito 2022 (Figura 1).
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Conclusioni

Da una valutazione tecnica emerge che, attualmente, sono disponibili diverse alternative tecnologiche, già usate nel settore della refrigerazione commerciale in tutta l’UE, che non sarebbero vietate in base al requisito 2022. Tra queste, i sistemi centralizzati a CO2 transcritica, i sistemi centralizzati indiretti e i sistemi autonomi rappresentano tutti alternative realizzabili, affidabili ed efficienti sotto il profilo energetico.
I risultati indicano inoltre che molte di queste alternative sono già competitive in termini di costo o lo saranno entro il 2022, quando il nuovo requisito entrerà in vigore. È importante tenere presente che la norma si applicherà esclusivamente alle apparecchiature nuove installate dopo il 1º gennaio 2022, non alle apparecchiature installate prima di tale data. La Commissione non ravvisa quindi la necessità di modificare la disposizione di cui al punto 13 dell’allegato III del regolamento (UE) n. 517/2014.

Per maggiori info visionare gli Allegati alla Relazione cliccando qui 

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NOTE

1 GU L 150 del 20.5.2014, pag. 195.
2 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni: Quadro per le politiche dell’energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030 COM/2014/015 final: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52014DC0015
3 http://ec.europa.eu/clima/news/articles/news_2016101401_en
4 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio: Dopo Parigi: valutazione delle implicazioni dell’accordo di Parigi a corredo della proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell’Unione europea, dell’accordo di Parigi adottato nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, COM(2016) 110 final: https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2016/EN/1-2016-110-EN-F1-1.PDF
5 Il potenziale di riscaldamento globale è la misura di quanto calore, rispetto alla CO2, un gas intrappola nell’atmosfera contribuendo così al riscaldamento globale. Il potenziale di riscaldamento globale della CO2 è fissato a 1.
6 Il punto 13 dell’allegato III recita: “Sistemi di refrigerazione centralizzati multipack per uso commerciale di capacità nominale pari o superiore a 40 kW contenenti o il cui funzionamento dipende da gas fluorurati a effetto serra con potenziale di riscaldamento globale pari o superiore a 150, tranne nel circuito refrigerante primario di sistemi a cascata in cui possono essere usati gas fluorurati a effetto serra con potenziale di riscaldamento globale inferiore a 1500” vietati a partire dal 1º gennaio 2022.
7 Öko-Recherche: “Availability of alternatives to HFCs in commercial refrigeration in the EU” [Disponibilità di alternative agli HFC nella refrigerazione commerciale nell’UE]. https://ec.europa.eu/clima/sites/clima/files/20161201_briefing_supermarket_en.pdf.
8 https://ec.europa.eu/clima/events/articles/0106_it
9 Gli HFC con un alto potenziale di riscaldamento globale, vietati in questo settore a partire dal 2020, hanno un potenziale di riscaldamento globale 2 500 volte superiore alla CO2.
10 Cfr. il punto 12 dell’allegato III del regolamento (UE) n. 517/2014.
11 A norma dell’articolo 13, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 517/2014.
12 Vale a dire tutti i gas fluorurati ad effetto serra con un potenziale di riscaldamento globale almeno 150 volte superiore alla CO2 non saranno più consentiti; tuttavia, i gas fluorurati con un potenziale di riscaldamento globale fino a 1500 volte superiore alla CO2 saranno ancora consentiti per sistemi di refrigerazione speciali (esempi E ed F dell’allegato II).
13 L’allegato II mostra i diversi tipi di sistemi centralizzati e i refrigeranti che sarebbero consentiti a norma del requisito 2022.
14 Cfr. la definizione nell’allegato I.
15 Le unità di condensazione potrebbero dover sottostare al requisito se rientrano nella definizione di “sistemi di refrigerazione centralizzati multipack” a norma dell’articolo 2, punto 37, del regolamento (UE) n. 517/2014, ad es. nel caso in cui abbiano due o più compressori in parallelo e forniscano più di 40kW di capacità di refrigerazione.
16 Vale a dire che tutti gli HFC con un potenziale di riscaldamento globale almeno 150 volte superiore alla CO2 non saranno più consentiti.
17 Cfr. il punto 11 dell’allegato III del regolamento (UE) n. 517/2014.
18 Shecco (2016) F-Gas Regulation is shaking up the HVAC&R industry. https://issuu.com/shecco/docs/f-gas_impact_shecco_october2016
19 Una particolare tecnologia nella quale la CO2 attraversa diversi stati termodinamici (sia subcritici che supercritici).
20 Esempio G dell’allegato II.
21 È importante sottolineare che il requisito 2022 non consente una semplice cascata, ad es. con HFC R134a (potenziale di riscaldamento globale 1430 volte superiore a quello della CO2) nel circuito primario che soddisfa anche tutti i fabbisogni termici a medie temperature assorbendo, nel contempo, il calore da un circuito a CO2 per la bassa temperatura. Stando al requisito, la temperatura media è suddivisa in due circuiti, nei quali l’uso di HFC < 1500, ad esempio l’R134a, è autorizzato solo nel circuito primario.
22 Idrofluoro-olefine o HFC insaturi; refrigerante sintetico con basso GWP; rientrano negli obblighi di comunicazione a norma dell’allegato II del regolamento (UE) n. 517/2014.
23 Tali sistemi possono includere l’uso della tecnologia dei refrigeratori. Un refrigeratore è una macchina che rimuove il calore da un liquido tramite un ciclo di compressione di vapore o un ciclo frigorifero ad assorbimento.
24 Esempi C-F dell’allegato II.
25 Vale a dire un potenziale di riscaldamento globale meno di 150 volte superiore a quello della CO2.
26 Esempio A dell’allegato II.
27 Vale a dire compressione parallela, tecnologie di eiettori avanzate e sottoraffreddatori.
28 Università di Castellón (UJI), Tewis Smart Systems, S.l. (2016). “Informe: Estudio de mejoras en ciclos de compression de doble etapa destinados a refrigeración commercial”: http://www.git.uji.es/inicio/docs/Full_Report_Alternative_Refrigeration_Systems_2016.pdf
29 I risultati dello studio dei consumi energetici indicano, per la CO2 transcritica rispetto alle cascate di R513A/CO2, un intervallo che va dal 12% di risparmio energetico al -4% (cioè perdite di energia) in 16 diverse località in Spagna e per il Portogallo i risultati sono simili (dall’8% di risparmio energetico a ca. il 2,5% di perdite).
30 Si veda anche: la relazione della Commissione sulla disponibilità di formazione per il personale addetto all’assistenza in relazione alla manipolazione in condizioni di sicurezza di tecnologie rispettose del clima volte a sostituire o ridurre l’uso di gas fluorurati ad effetto serra, COM/2016/0748 final: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52016DC0748
31 La Svizzera ha vietato l’impiego di gas fluorurati per grandi sistemi di refrigerazione nel settore commerciale già nel 2013. Cfr. Chemikalien-Risikoreduktions-Verordnung, ChemRRV: https://www.admin.ch/opc/de/classified-compilation/20021520/201702010000/814.81.pdf
32 Fonte: Frigo-Consulting AG (2016).

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