Regolamentazione F-Gas: le Proposte di AREA per la prossima revisione

Poiché il regolamento F-Gas ha conseguenze di vasta portata sulla professione dei Tecnici del Freddo RACHP, AREA parteciperà alla revisione della regolamentazione F-Gas da protagonista con meeting continui con la commissione europea, ed è quindi tra i  primi a commentare gli elementi specifici di questa iniziativa.

Per quanto concerne formazione e certificazione, nell’ambito dell’obiettivo “Migliorare l’attuazione e l’applicazione“, si parla dell’opzione per i tecnici di essere formati e certificati anche sull’uso di refrigeranti  alternativi. La revisione dovrebbe inoltre esaminare le restrizioni (ad es. durata limitata) che gli Stati membri possono aver posto sui certificati. Deve venire preso anche in considerazione il reciproco riconoscimento dei certificati, in particolar modo nell’Europa post-Brexit.

L’insufficiente applicazione del regolamento F-Gas ha portato a importazioni illegali di refrigeranti che stanno indebolendo artificialmente l’effetto della graduale eliminazione e creando una concorrenza sleale su un mercato già teso. Con l’aumentare dell’uso di refrigeranti alternativi, si pone la questione se sia giustificato che tali alternative – la maggior parte delle quali hanno problemi di sicurezza – sfugga a qualsiasi controllo legale. Ad esempio, si dovrebbe garantire che i sistemi split HC, le cui vendite aumentano a seguito del regolamento Fgas, siano introdotti sul mercato, venduti e installati in modo sicuro da installatori professionisti. La revisione del regolamento  F-Gas  dovrebbe offrire l’opportunità di esaminare la situazione, o allargando l’ambito di applicazione del regolamento per includere i refrigeranti alternativi, o con una legislazione autonoma.

AREA  sostiene la riduzione sostanziale delle emissioni di gas a effetto serra. La revisione dovrebbe prendere in considerazione anche i seguenti elementi:

  • Costi economici e sociali per i contribuenti e i consumatori
  • Ciclo vitale: gli impianti di questo tipo dovrebbero durare almeno 20 anni, in assenza di perdite e se viene mantenuta l’efficienza energetica.
  • TEWI: prendere in considerazione oltre ai livelli di GWP anche l’efficienza energetica complessiva e i costi del ciclo di vita delle apparecchiature, incluso l’impatto totale equivalente del riscaldamento del progetto/installazione (TEWI). Ciò consentirebbe una valutazione più accurata dell’impatto reale sulle emissioni di CO2.
  • Settore marittimo: Le emissioni in mare sono di dimensioni enormi rispetto a quelle a terra.

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