La Certificazione dei Tecnici del Freddo in Africa, Asmara (Eritrea)

10933783_708228209276446_7447358305101394782_nA cura di Gianfranco Cattabriga, Docente Centro Studi Galileo. Nei giorni 15-16-17 dicembre, ad Asmara, Capitale dell’Eritrea, abbiamo tenuto sessioni di approfondimento, specializzazione e valutazione sulle tecniche frigorifere. Il corso promosso dalle Nazioni Unite con il titolo ufficiale “National workshop on Training, Certification and Standards in the refrigeration & air-conditioning sector” si inserisce nel più vasto programma di formazione dei Paesi in via di sviluppo del quale il Centro Studi Galileo è stato incaricato dal Dipartimento Ambiente delle Nazioni Unite, l’UNEP. Hanno affiancato il Centro Studi Galileo nella realizzazione della sessione formativa eritrea. Governo dell’Eritrea tramite il Ministero del Territorio dell’Acqua e dell’Ambiente, United Nations Environment Programme (UNEP) – OzonAction Programme tramite Africa, Regional Compliance Assistance Programme (CAP), United Nations Industrial Development Organization (UNIDO).  Gli obiettivi raggiunti durante le giornate di training sono stati: * sviluppare regolamenti e procedure pratiche per l’utilizzo di refrigeranti infiammabili e tossici caratterizzati da potenziali rischi di incidenti e/o effetti negativi sulla salute; * identificare misure per limitare la importazione di apparecchiature con HCFC e facilitare la introduzione di analoghe apparecchiature alternative caratterizzate da una migliore efficienza energetica e da un minore impatto ambientale; * focalizzare sulle varie attività di addestramento del personale tecnico di manutenzione; buona pratica professionale; trattamento in sicurezza di fluidi refrigeranti; contenimento, recupero, riciclo e reimpiego del refrigerante recuperato; retrofit. Oltre agli importanti punti sopra elencati, durante l’incontro si sono aggiunti ulteriori importanti obiettivi: * identificare le linee guida atte alla creazione di associazioni professionali e loro schemi di certificazione; * formalizzare un quadro dei possibili refrigeranti alternativi; * provvedere e potenziare per i partecipanti una guida per una migliore interpretazione e partecipazione nell’implementazione del programma sull’eliminazione degli HCFC. Le tre giornate di approfondimento e specializzazione hanno visto come sede i locali della Eritrean National Chamber of Commerce, in particolare la moderna Conference Hall dotata di confort tecnologici all’avanguardia e un locale attrezzato per l’addestramento professionale. I partecipanti provenivano da esperienze diverse con varie responsabilità. Il loro livello di conoscenza delle tecniche frigorifere presentava lacune limitatamente alle nozioni fondamentali (situazione molto comune anche presso partecipanti occidentali). La preparazione sugli argomenti più “pratici” si è dimostrata molto buona anche se senza quelle “finezze” applicative che derivano dalla pratica quotidiana su impianti tecnicamente avanzati; lo standard di impianto da loro utilizzato è molto semplice e la preparazione è quindi più che adeguata. Nel corso della valutazione pratica gli allievi hanno dimostrato una notevole dimestichezza con le procedure e con le apparecchiature più semplici; con quelle più avanzate superano l’impasse con spirito di iniziativa, ottima manualità e rapido apprendimento della tecnica di base. Con una preparazione sia di base sia di specializzazione più consolidata, sarebbero ottimi tecnici frigoristi; si rivelano molto sensibili alle problematiche relative a rischi e vantaggi derivanti dall’uso dei diversi fluidi refrigeranti. Il materiale didattico distribuito è stato apprezzato dal punto di vista qualitativo. In Eritrea l’utilizzo di attrezzature elettroniche non è ancora diffuso e nei corsi il tema va trattato particolarmente nella sezione teorica. Nel corso della valutazione pratica, hanno infatti dimostrato una buona dimestichezza con le attrezzature a disposizione; la saldatura ha denotato una notevole familiarità con procedure e attrezzature. La condizione dell’Eritrea, quale nazione in via di sviluppo, la pone in una posizione di vantaggio avendo la possibilità di effettuare il passaggio dai refrigeranti HCFC attualmente in uso verso i nuovi refrigeranti naturali senza transitare tra i vari HFC con tutti gli inconvenienti che noi abbiamo conosciuto. Il pensiero comune è molto attento ai problemi ambientali collegati allo sviluppo tecnologico che, inevitabilmente, l’Eritrea subirà in un prossimo futuro coinvolgendo la “catena del freddo”. A tale attenzione deve necessariamente accompagnarsi una preparazione sia di base sia pratica del personale frigorista, da realizzare per mezzo di corsi di approfondimento in coordinamento con le autorità locali che, abbiamo verificato, sono molto interessate e collaborative. La valutazione del personale si è svolta in un clima di grande serenità e partecipazione. L’attività di formazione e approfondimento avrebbe sicuramente risultati più che positivi considerato che il personale frigorista possiede considerevoli doti di apprendimento e adattabilità riuscendo a raggiungere il risultato in situazioni che noi considereremmo di emergenza. Medesima collaborazione sarebbe molto utile per la costituzione di associazioni di categoria con la collaborazione dell’Associazione italiana dei Tecnici del Freddo ATF che, coordinando le loro diverse competenze e autorità, garantirebbero un approccio armonico all’uso e tenuta sotto controllo dei fluidi refrigeranti, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

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Il docente Gianfranco Cattabriga consegna gli attestati ai partecipanti

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