Antartide, una base italiana a “tutte rinnovabili”

renewables_socialÈ stata realizzata la prima centrale fotovoltaica della base italiana “Mario Zucchelli” in Antartide, proseguendo la transizione verso l’energia 100% da fonti rinnovabili dopo la costruzione dell’impianto eolico lo scorso anno.
Il completamento e l’entrata in funzione sono avvenuti nel corso della 34a Campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziata con 23 milioni di euro dal MIUR, attuata dall’ENEA per gli aspetti logistici e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico.
Realizzato da ingegneri e tecnici ENEA, l’impianto ha dovuto superare test molto rigorosi per le condizioni ambientali estreme del sito antartico dove le temperature raggiungono valori fino a -40°C e i gelidi venti catabatici spirano con intensità fino a 200 km/h. I pannelli solari sono stati istallati sulla copertura del corpo principale, sottoposta a una completa ristrutturazione per migliorare l’isolamento termico della Stazione. Continua a leggere

Salina tra le isole “capitali” delle energie rinnovabili in Europa

till-kottmann-1227905-unsplashSalina, nell’arcipelago delle Eolie in Sicilia, è stata scelta tra le sei isole pilota dell’Unione europea per la transizione verso l’energia pulita, nell’ambito dell’iniziativa “Clean Energy for EU Islands” della Commissione Europea che intende favorire un percorso verso l’autosufficienza, la sostenibilità e la creazione di nuovi posti di lavoro nelle isole minori.
Le attività a riguardo saranno avviate nei prossimi mesi con la redazione del Piano per la transizione energetica dell’isola, grazie al supporto di ENEA, Regione Siciliana e Segretariato europeo “Clean Energy”.
Oltre a Salina, sono state scelte Cres-Lošinj (Croazia), le Isole Aran (Irlanda), Sifnos (Grecia), Culatra (Portogallo) e La Palma (Canarie, Spagna). Altre 20 isole dell’Unione, fra cui Favignana e Pantelleria per l’Italia, avvieranno le attività entro l’estate 2020. Continua a leggere

Rapporto GSE 2017 sulle rinnovabili in Italia: calano i consumi energetici, ma cresce l’energia pulita

pexels-photo-414807Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha pubblicato il Rapporto statistico 2017 “Energia da fonti rinnovabili in Italia”, elaborato nell’ambito delle attività di monitoraggio statistico dello sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro paese.
Il Rapporto fornisce il quadro statistico completo e ufficiale sulla diffusione e sugli impieghi delle fonti rinnovabili di energia (FER) in Italia, aggiornato al 2017, articolato tra i settori Elettrico, Termico e Trasporti.
Nel 2017 i consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili (FER) in Italia ammontano complessivamente a 22 Mtep. Si osserva un aumento di circa 920 ktep rispetto al 2016 (+4,4%), legato principalmente all’aumento degli impieghi di biomassa solida per riscaldamento (+8% circa, a causa dal clima più rigido che ha caratterizzato il 2017) e della produzione elettrica da pannelli solari fotovoltaici (+10%) e da impianti eolici (+4%). Questa dinamica positiva interessa sia il settore Elettrico (+2,4%), sia il settore Termico (+6,4%), sia infine il settore Trasporti (+2,1%). Continua a leggere

Energie rinnovabili, continua la crescita nell’UE: Italia già oltre il traguardo 2020

solar-panel-array-power-sun-electricity-159397Cresce sempre di più la quota di energia rinnovabile sui consumi totali nei Paesi dell’Unione Europea. Torna ad aumentare anche in Italia, che si colloca sopra la media UE.
Questi sono i risultati che emergono da un’indagine effettuata da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’UE. Stando a quanto riportato, nel 2017, il 17,5% dell’energia consumata proveniva da fonti rinnovabili, un balzo in avanti pari allo 0,5% rispetto al 2016 (17,0%) che vede avvicinarsi l’obiettivo del 20% fissato nella strategia 2020 (e anche al più lontano 32% previsto per il 2030). Continua a leggere

ENERGIE RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA

Specializza-Energie-1Procedono i lavori per definire i contenuti della Direttiva sulle energie rinnovabili. Il Consiglio mantiene l’obiettivo del 27% di energie rinnovabili, in contrasto con l’obiettivo vincolante del 35% per la quota di energie rinnovabili entro il 2030, che è sostenuto dal Parlamento Europeo.

Inoltre, entrambe le istituzioni supportano l’integrazione delle energie rinnovabili nel riscaldamento e nel raffreddamento, ma divergono sugli obiettivi da porre. Il Parlamento sostiene un aumento annuo del 2% della quota di energie rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffreddamento, contrariamente al Consiglio che sostiene un aumento annuo dell’1%.

Il progressivo aumento della quota di energia fornita da fonti rinnovabili ha reso necessario il recepimento da parte delle regioni italiane riguardo l’obbligatorietà dei corsi di aggiornamento per i responsabili tecnici delle ditte che svolgono interventi straordinari su impianti ad energia rinnovabile meglio conosciuti come corsi FER

Da febbraio 2017 la Commissione Europea sta inoltre lavorando allo sviluppo di una delle nuove disposizioni, l’indicatore di prontezza intelligente. Questo indicatore sarà attuato mediante un atto delegato e sarà volontario per gli Stati membri attuarlo. Un consorzio sta attualmente sviluppando l’indicatore e dovrebbe completarlo entro giugno 2018. L’indicatore tiene conto di più servizi all’interno di diversi domini (come il riscaldamento ed il raffrescamento), che misureranno l’adattabilità di un edificio alle esigenze degli occupanti e li classificheranno attraverso una scala da a A a G.

Un indicatore di prontezza intelligente riflette la capacità degli edifici di:

adeguamento alle esigenze dell’utente e responsabilizzare gli occupanti dell’edificio; fornire informazioni operative consumo di energia;

  1. assicurare un efficiente e confortevole edificio funzionamento, il segnale quando i sistemi necessitano di manutenzione o di riparazione; e
  2. la prontezza dell’edificio di partecipare in risposta alla domanda, ricarica di veicoli elettrici e l’host di sistemi di accumulo di energia.

Energie Rinnovabili: l’Italia supera con largo anticipo gli obiettivi UE

Ideensammlung - Erneuerbare EnergienLe fonti rinnovabili sono uno dei fiori all’occhiello del belpaese! Eurostat, Ufficio Statistico dell’Unione Europea che raccoglie ed elabora dati dagli Stati membri, ci conferma che abbiamo raggiunto con largo anticipo gli obiettivi prefissati per il 2020. Già nel 2015 il 17,5% del totale dei consumi era garantito da fonti pulite. Dati significativi se pensiamo che nei primi anni duemila il totale del 6%. Un dato medio, 2012, vedeva una percentuale di produzione pari al 15%.
Facendo riferimento al dato 2015 possiamo confrontarci con altre Nazioni europee la cui media in quell’anno fu del 16,7%, con poco più di mezzo punto d’aumento rispetto al 2014.
L’obiettivo comunitario 2020 è del 20% che sale al 30% nel 2030. Continua a leggere

Energie Rinnovabili: nuovo report della Commissione Europea

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La Commissione Europea ha pubblicato un nuovo report sulle energie rinnovabili che fornisce una panoramica completa sulla loro distribuzione all’interno dell’Unione.
Il rapporto comprende anche una valutazione degli ostacoli amministrativi nei singoli Stati. Nel 2014, le fonti di energia rinnovabili hanno raggiunto il 16% del consumo finale lordo di energia. Nel 2015 la percentuale si è attestata attorno al 16,4%.
Riscaldamento e raffreddamento sono i settori di massima diffusione. La quota di FER nel settore del riscaldamento e raffreddamento è cresciuta di 0,8 punti percentuali all’anno tra il 2013 e il 2014.
La biomassa solida rimane di gran lunga il più grande contribuente.
La produzione di pompe di calore, in costante aumento da 1,8 Mtoe nel 2004-9,7 Mtoe nel 2015, superando previsioni di NREAPs (7,3 Mtoe). Continua a leggere

Revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili. I risultati delle consultazioni pubbliche

energia e futuroNel contesto della revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili, la Commissione europea ha effettuato una consultazione pubblica sul futuro delle stesse dopo il 2020. Tra i vari risultati emersi, le parti interessate hanno convenuto all’unanimità che vi sono esigenze di:

  • un quadro giuridico stabile e prevedibile dell’UE per le energie rinnovabili;
  • una definizione delle misure complementari per garantire almeno il raggiungimento dell’obiettivo del 27% entro il 2030;
  • sviluppo di un opportuno mercato per le energie rinnovabili.

Le parti interessate hanno chiesto che vengano rimosse le barriere che ostacolano l’attivazione del riscaldamento e del raffreddamento da fonti rinnovabili, cioè la mancanza di strategie energetiche a livello nazionale e locale, la mancanza di risorse finanziarie mirate, di strumenti di finanziamento e la mancanza di progettazione di un mercato elettrico soddisfacente la domanda. La proposta della Commissione di revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili è prevista entro la fine del 2016.

1 milione di posti di lavoro sulle energie rinnovabili. Italia al quarto posto in Europa

azienda-fotovoltaicoGrandi soddisfazioni per gli investitori europei nel settore delle energie rinnovabili. 1 milione di nuovi posti di lavoro e un giro d’affari di 143 miliardi di euro. A delineare questo profilo positivo per un settore che oltre a sostenere le produzioni nel rispetto dell’ambiente crea un giro d’affari di grande significato è il rapporto pubblicato da EurObserv’ER che monitora costantemente i dati sull’energia verde all’interno dell’Unione.
L’italia vede 82.500 occupati ed è quarta nelle nazioni europee. In testa la Germania con 347.400, Francia 169.630 e Gran Bretagna 92.850. A seguire il belpaese Spagna 60.950, Svezia 50.350 e Danimarca 40.900.
Andando ad analizzare in dettaglio le nazioni sul podio troviamo una particolare attenzione nei confronti di eolico, fotovoltaico, biomasse, biocarburanti, pompe di calore e idroelettrico.
L’unico settore in calo è il fotovoltaico legato alle preoccupazioni degli investitori per il calo degli incentivi.
Complessivamente il fotovoltaico ha 120.250 occupati, meno della metà dell’eolico  (314.000) e anche degli impianti a biomasse (306.000).
In italia gli occupati sono così suddivisi: 20.000 eolico, 19.000 biomasse, 10.000 fotovoltaico, 8500 pompe di calore, 5500 geotermico, 5000 biogas.
Ribaltando i dati in cifre le classifica non varia. Italia fissa al quarto posto con 16 miliardi di giro d’affari sui 143,6 miliardi complessivi UE.
Prima la Germania con 32 miliardi, seconda la Francia a 18,9 e terza la Gran Bretagna a 17,2. A seguire Danimarca (12,5), Spagna (7,5), Svezia (6,2) e Austria (5,5).
In generale l’eolico è il mercato più ricco con quasi 50 miliardi di euro di fatturato, seconde le biomasse con 36 miliardi, terzo il fotovoltaico con 15,4. Poi le pompe di calore (13,8), biocarburanti (13,4) e  tutto il resto della galassia verde (biogas, idroelettrico, solare termico e geotermico) a spartirsi i 10 miliardi di giro d’affari residui.