LE NAZIONI UNITE TRASMETTONO LA CERTIFICAZIONE E GLI STANDARD EUROPEI NEL RESTO DEL MONDO: L’ESEMPIO AFRICANO

unnamedA fine dell’anno scadrà il termine imposto dal protocollo di Montreal della riduzione del 10% dei consumi di HCFC nei paesi in via di sviluppo, come stabilito dal Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono.
Il 4 e 5 dicembre si sono riunite quindi ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, i principali esperti mondiali del campo della refrigerazione e dell’aria condizionata (RAC), funzionari e uomini di governo di venti paesi africani, il Centro Studi Galileo dall’Italia, la Sud Africa Refrigeration and Air Conditioning Contractors Association e funzionari delle Nazioni Unite per discutere la definizione di linee guida per gli Standard e la certificazione nel settore RAC in Africa.

La vera sfida per i paesi africani è quella di organizzare il settore e far ottenere la certificazione obbligatoria per tutti i tecnici addetti alla manutenzione.

Quest’opera comprende l’individuazione di criteri per la realizzazione e la valutazione della competenza delle persone che progettano, costruiscono, installano, controllano e testano sistemi di refrigerazione e pompe di calore  e deve assicurare che tutto ciò avvenga nel rispetto delle norme di sicurezza, di tutela della salute dell’operatore e nel rispetto dell’ambiente.

L’incontro è stato aperto dal Sig Berhanu Solomon, direttore del Ministero dell’Ambiente etiope a nome dell’On. Kare Chawecha, Ministro dell’ambiente e delle foreste, che ha puntato l’accento sul fatto che l’Etiopia ha avviato il processo di creazione di una associazione nazionale RAC in stretta collaborazione con le parti interessate.

Altre osservazioni di apertura sono state portate dal sig Samba Harouna Thiam, ONU- UNEP, che ha esortato i paesi alla sostituzione delle vecchie apparecchiature con nuove eco compatibili e che non necessitino per il normale funzionamento gas dannosi per l’ozono.

Il workshop tematico sulla certificazione e gli standard del settore RAC è stata l’occasione per i paesi africani per un’utile scambio di esperienze e soprattutto per fare rete e affrontare le problematiche comuni nella creazione di sistemi di certificazione nel settore RAC.

Le tecnologie alternative basate sui refrigeranti naturali hanno controindicazioni in materia di sicurezza, infiammabilità, tossicità e basse pressioni di esercizio che richiedono un corso di formazione certificata e standard base di lavoro specifici.

Mr. Barney Richardson, Direttore Esecutivo della Sud Africa Refrigeration and Air Conditioning Contractors Association ha evidenziato gli standard minimi unitari per la certificazione e la registrazione dei tecnici RAC. Ha affermato inoltre la necessità della creazione di programmi di formazione e certificazione per imprese e tecnici, codici di buone pratiche, norme per la gestione sicura dei refrigeranti infiammabili e tossici e la distruzione dei refrigeranti contaminati.
Il Sud Africa è il primo e unico paese africano che ha adottato la certificazione dei tecnici RAC.

Mr. Madi Sakande, istruttore e coordinatore del Centro Studi Galileo e membro dell’Associazione dei Tecnici del Freddo,  ha portato l’esperienza italiana dove la certificazione dei tecnici del freddo è una realtà da diversi anni sulla scia dell’attuazione del sistema di certificazione fortemente voluto dalla Comunità Europea tra cui i processi di sviluppo, l’esecuzione, la registrazione e la certificazione e relativi meccanismi di controllo. Ha incoraggiato i paesi africani a creare uno standard locale in base alla normativa europea F-gas.

Il Centro Studi Galileo svolge infatti corsi e convegni sempre più frequenti nei paesi in via di sviluppo anche vista la collaborazione sempre più stretta con le Nazioni Unite UNEP e UNIDO con programmi di formazione e di certificazione stabiliti in progetti da realizzare nel 2015. Il 2014 ha visto un’ intensa serie di incontri tra il CSG e i rappresentanti unita del continente africano in Etiopia a marzo 2014, dell’Asia a maggio in Sri Lanka, del Medio Oriente in Giordania a Settembre, dell’Africa francofona a Ottobre e in ultimo un corso specifico per i tecnici dell’Eritrea svolto in questi giorni per portare questo paese all’implementazione di uno schema di certificazione.

Centro Studi Galileo è stato infatti il primo istituto formativo italiano a promuovere le certificazioni, anticipando addirittura la legislazione nazionale e formando migliaia di persone sul suolo nazionale usufruendo della collaborazione di un ente certificatore inglese, paese nel quale le certificazioni frigoristi sono state promosse con un lustro d’anticipo rispetto ai paesi del Sud Europa.

Quando l’Italia, mettendosi al pari con gli altri paesi europei, ha adottato per legge le certificazioni CSG è passato ad Ente Certificatore italiano e ha formato migliaia di tecnici permettendo loro di conseguire il Patentino Italiano Frigoristi.

La quasi totalità dei frigoristi non si è limitato a conseguire il Patentino ma ha voluto approfondire la propria conoscenza tecnica (teorica e pratica) con i corsi di Tecniche Base e Specializzazione.

Tutto questo ha permesso un innalzamento qualitativo della professionalità dei tecnici italiani del freddo, esponenziale e senza precedenti. Conoscenze che consentiranno alla nuova generazione di tecnici che opera o si affaccia sul mercato di agire con consapevolezza sia dal punto di vista ambientale quanto della sicurezza personale.

Tutti i paesi partecipanti hanno presentato un feedback sui loro progressi nella costituzione e gestione di sistemi di RAC a seguito dei precedenti workshop tematici tenuti all’inizio di quest’anno per anglofoni e reti africane francofone, con la partecipazione in qualità di formatori di docenti italiani inviati dal Centro Studi Galileo.

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